—Ah!
—Ih!
—Oh!
Il Cicerone, sorpreso, si arrestò di botto.
—Chi è la signora Nanà?—fu prima a parlare la zitellona.
—Chi è la signora Nanà?—disse quasi contemporaneamente, il padre.
—Chi è la signora Nanà?—stava dicendo lo zio a sua volta; ma si tacque, udendo che la domanda veniva già fatta dagli altri due.
—Nanà è la più bella donna del mondo—rispose enfaticamente il Cicerone.—Nanà è un'artista francese, che ora serve di modella per la Venere contemporanea.
—Venere contemporanea?—sclamò Leopoldina—cosa vuol dire?
—Vuol dire una Venere decente—rispose il Cicerone—una Venere non del tutto ignuda; una Venere della quale si vedano e si indovinino le forme divine in quelle parti decenti, che sono divinamente formate dalla natura e si dissimulino le parti che le donne del giorno d'oggi hanno meno belle, e che non si devono rappresentare.