Un bisbiglio di voci, accompagnato da un melodioso e fresco scroscio di riso accompagnò la risposta del Cicerone.

—È lei!—pensò.

E dovette sedersi per l'emozione.

—Dio fa ch'ella posi—continuò in cuor suo e che essa non abbia oggi il capriccio di considerarmi come un uomo di questo mondo.

* * * * *

Questa frase di Mattia giungerà forse oscura a qualcuno.

Mattia Corvino s'era infiammato di Nanà come s'infiammano talvolta certi vecchi artisti dopo averla veduta a posare nuda nello studio del suo scultore.

La artistica nudità femminile al giorno d'oggi ha perduto—per colpa de' gesuiti—tutta la famosa ingenuità del mondo antico. Noi non sappiamo più imaginarci un corpo di donna bella, quale pur fu creato da madre natura, senza dei sussulti peccatori. Le innocenti nudità sono un mito per noi.

Nei boschi della Grecia le Driadi, e le Nereidi sulle rive del mare, noi non sappiamo più imaginarcele; come non sappiamo più vedere nè Veneri, nè Ninfe, negli studi dei nostri scultori. Le Driadi e le Nereidi del giorno d'oggi tutt'al più si chiamano forosette e bagnanti e osservano fior di regolamenti della scuola di nuoto e pagano fior di multe se li trasgrediscono. Quanto alle Ninfe e alle Veneri negli studi degli artisti oggidì si chiamano semplicemente Modelle.

—Entra Mattia—disse la voce—dopo un breve silenzio, durante il quale il Corvino era stato ad aspettare origliando all'uscio, coll'ansia istessa con cui un imputato sta ascoltando il presidente che gli legge la sentenza di assoluzione.