Vedesi in alto il venerabile santuario di M. V. del Soccorso, Santuario del Soccorso ed a chi salga il monte aspro, danno sollievo alcune cappelle, che i misteri raccolgono della Incarnazione salutifera rappresentati con belle figure plastiche colorite. Dolcissimo e maestoso scende giù nel piano il suono di quelle armoniose campane, per cui volontieri Monsignor Giovanni della Casa avria fatto un epigramma in laude, ei, che pur dettò que' latini versi sì acerbi contro lo squillar rimbombante de' bronzi sagri.

Se il ponte si passi, che al fianco di Balbiano sta sulla Perlana, tosto si è a Campo, Campo ove pochi anni sono un convento v'era di monache, ridotto ora quasi a seconda villa dal Cardinal Durini, che su tutte quelle spiagge profuse danaro, e cultissimo vi raccolse con dignità il beato ozio delle muse.

Da Campo per breve via giugnesi a Lenno, ma noi costeggeremo il selvoso dorso di Lavedo, Lavedo ossia Balbianino sulla cui punta altro casino[35] formossi il prelodato Cardinale di ridente prospetto, da cui domina a cavaliere su due catini del Lario, e tutta vagheggia la Tremezzina. Entro lo scoglio del molo avvi una fessura, da cui ricavò alcuni bei pezzi di spato cristallizzato il dottor fisico Onorato Solari. Questa punta di monte, che spingesi nel lago, quella si è che il Boldoni vago di pellegrini vocaboli denominò il dorso di Abido alludendo a quell'asiatico stretto celebre pel caso infausto di Leandro e pei versi di Museo. Noi varcandola dirizzeremo la prora lungo la riva manca spaziando col guardo satollo in più ampio pelago, e giungeremo in tranquillissimo seno, dove i Caroè hanno una villa.

Tosto lì presso sta Lenno Lenno per qualche reliquia del gentilesimo tuttora venerabile. L'antiquario recherassi quindi alla chiesa arcipretale, e troveravvi un picciol sotterraneo tempio sostenuto da colonne di cipollino, e vedravvi un'ara e qualche altro pezzo di marmo candido. Hannovi anche de' condotti di terra cotta in foggia quadrangolare, nè saprebbesi qual ne potesse esser l'uso. Ben per lo contrario si sa che alla stagione degli oracoli de' Gentili si praticavano i templi o dentro caverne dalla natura fabbricate, o in luoghi dove l'arte avesse procurati dei sotterranei. Tali antri eran conciliatori d'orror sagro, e col pretesto delle esalazioni divine giovavano alle furberie de' ministri degli idoli, onde poi que' sacerdoti ne foravan talora le statue, e col mezzo di tubi arcani facevano gorgogliare dai loro numi le voci misteriose. Vive medico condotto in Lenno il giovane ingegnoso Francesco Mocchetti nato in Como[36], il qual avvolge ben degnamente al suo crine il lauro d'Apollo e quel d'Esculapio, ed ora compie una dotta sua peregrinazione in Lamagna per visitarvi que' dotti e conoscerli ancora di volto, tanto più che può favellare il lor linguaggio non men che l'inglese. Siegua egli ad onorar la sua patria!

Vuolsi che su questo lido depresso ed agevole il giovin Plinio avesse la villa sua detta Commedia, perciocchè gli attori di quelle in sulla scena escivano[37] con borzacchini del coturno tragico più umili. Scorgesi sulla montagna, che s'alza a tergo di Lenno, l'Acquafredda, Acquafredda già monastero di Cistercensi, e pria de' Cluniacesi, che vi si annidarono intorno al 1140; soltanto pochi anni sono ne partirono i Cistercensi, quando loro fu data la Certosa di Pavia. Ivi dimorava il dotto Padre don Pompeo Casati, i cui occhi non lasciavano intatta pergamena alcuna di chiostro o d'archivio, e d'esse n'era ricco quel monastero. Or le case e i fondi si comprarono dal sig. Ignazio Mainoni, il cui fratello Barnabita don Francesco, detto più volte dal Cardinal Burini il puro Sacerdote delle muse; è noto per la facile sua vena, e merita ancora d'esser più noto pel culto ingegno e le sociali maniere.

Quindi piegansi alquanto i colli pieni di vigne e di uliveti, e questi sono le falde e gli zoccoli quasi dell'eccelse rupi, in cui vedesi uno amplissimo strato di pietra orizzontale, che ne favella di rivoluzioni grandi. In alto sta Bolzanico, ove il conte Andrea Passalacqua Lucini ha casa venutagli col pinguissimo materno retaggio Brentan Monticelli.

Lungo la spiaggia del lago corre amenissima la strada regina[38]; e tutta quella parte, che col generale vocabolo appellasi Tremezzina, Tremezzina presenta l'aspetto d'una città continua, tanto vi sono vagamente sparse le case e i palazzi. Niun luogo gode di sol più amico ne' verni sul Lario, e la stagione ivi tien fede ai boschi d'agrumi, nè osano le notturne o mattutine arie mordervi i cedri. I signori Mainoni, il Duca Serbelloni alla Quiete, gli eruditi fratelli conte Andrea e preposito de Carli, e i Brentani di cui molta in que' contorni fu la progenie, altrove anche trapiantata, v'hanno alloggi e giardini ridenti.

Notissimo è l'albergo della Cadenabbia, Cadenabbia che altri Brentani di fresco eressero con felice evento e pel lucro loro e per la comodità de' passeggieri. Ivi più volte si ridussero nel verno a passarvi qualche settimana i RR. Arciduchi venendovi da Milano, ed è di moda che qualche inglese vi passi le intere mesate. Come quasi a metà del Lario v'approdano i nocchieri e vi riprendono lena. Quindi tiensi che il nome venisse da Cà di naulo. Porcacchi e Giovio lodano il vino, che gli ostieri di quelle contrade apprestavano ai vogatori. Prima di giungervi vedesi la villa Clerici posta in alto con giardini a piani varj e scalée, che vi conducono[39]. Il nobil soggiorno spetta ora alla contessa Claudia Biglia figlia ed erede del marchese Generale, che in quel luogo esercitò lo splendore e la magnificenza cinto d'ospiti numerosi a banchetti Lucullei.

Segue un lido sabbioso, su cui il lago va le arene accumulando per anni, e poi talora in un solo quasi tutte le inghiotte[40]. Sta sovra esso la Majolica[41], Majolica ossia London-Hôtel
Griante casa, cui venne il nome[42] dall'esservi stata tempo fa l'arte de' piatti esercitata dagli esperti vasaj. Nel curvarsi del seno scopronsi anche meglio i poggi di Griante, paese celebre per commendati vini, che, soavi al gusto, si giudicano pure giovevoli allo stomaco.

Indi sotto alla rupe che appellasi il sasso di S. Martino, vedesi una novella opera che assicura il varco ai passeggieri; perciocchè pochi anni sono ivi nell'aumentarsi del lago era di mestieri che i viandanti prendessero qualche barca per tragittare un piccolo spazio, dove le acque giungevano a coprire in qualche mese la strada regina. Vi si provvide con ampio ammasso di pietroni, i quai però di sovente vi si sconnettono dal flagellare de' flutti adirati.