Tuttociò è da' consiglieri vostri ben conosciuto e da lungo tempo, secondo che l'attesta la Nota medesima del Cardinale Segretario di Stato, poco dianzi venuta in luce. Or perchè, dunque, non vi provvedono essi, e invece di leggi e di ordinamenti fanno solo moltiplicar le proteste e scagliare i monitorj? e come sopportano che la Santità Vostra sembri mancare al debito primo e fondamentale del principato? come non s'avvedono che tolto di mezzo l'uno dei tre poteri, lo Statuto conducesi al niente? come fingono a sè medesimi che di tal distruzione non cada sovr'essi e sul lor Signore nessuna colpa? come non sentono che mancandosi al patto dall'uno de' contraenti, l'altra parte, che è il popolo, si stimerà sciolta d'ogni obbigazione e d'ogni obbedienza?

Ma lasciando stare il giudicio poco appensato e mal fermo delle moltitudini, e raccogliendo il discorso intorno di ciò che dee fare l'uomo prudente, e risolutissimo a seguitare la legge e fuggir le violenze; io primamente ricordo alla Santità Vostra, che a quell'uomo non è lecito di riconoscer la legge nel volere del Principe, ma sì nelle prescrizioni Costituzionali, nelle pubbliche guarentigie, e nell'uso debito e conveniente d'ogni libertà e d'ogni diritto. Vero è che a lui non fa caso se alcuna fazione insorga, e tumultuando sforzi le deliberazioni altrui; nè, per lo contrario, se il Principe, o mal consigliato o da profonde preoccupazioni svolto e sedotto, trasvada nelle opere sue e si soprapponga al diritto; imperocchè questo debb'essere propugnato e salvato così contro gli eccessi delle fazioni, come contro gli arbitrj del Principe: ma egli accade, pur nondimeno, che molte volte l'amore e l'osservanza medesima della legalità meni il buon cittadino a dover contraddire al Capo, uscito affatto dal proprio giure. E, per via d'esempio, egli darà di piglio alle armi e combatterà gli stranieri quali che sieno, e posto pure che in mezzo delle loro file veder si facesse, per isventura, il Sovrano.

Nella Costituzione, pel buon cittadino, è la legge e tutta la legge; e s'altri quella manomette, non gli varrà l'esempio e l'eccitamento per fare il simile. Salvochè, se coloro che la Costituzione debbon guardare e custodire con più gelosia, se ne mostrano osservatori freddi e trascuratissimi, e per vie indirette le dànno assalto e le recano offesa; non troverà l'uomo dabbene argomenti persuasivi e forza di autorità e séguito di gran moltitudine, per ischermire e reggere in piedi quel patto comune e solenne contro di cui gl'ingegni avventati dell'una e dell'altra parte congiurano.

Una cosa poi rimane sciolta d'ogni dubbiezza e a tutti manifestissima; e questa è, che dove il Principe non governa, e dove non commette nè ordina che altri in suo nome ed autorità governi e provveda, è obbligo e necessità insieme al buon cittadino di obbedire a coloro i quali, per vie pacifiche e ragionevoli, tutelano a sufficienza le proprietà e le persone, e impediscono al corpo sociale umano di disgregarsi e dissolversi.

Ma consideri la Santità Vostra un po' più dappresso, e con occhi affatto snebbiati, la condizione presente di questo popolo. In esso è mala contentezza dell'oggi, e dubbietà e paura gravissima del domani. Se volge lo sguardo a Voi, nel quale avea l'abito di riposarsi e sperare, non solo ei vi vede lontano e in paese non vostro, e d'accanto a...

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ma d'intorno a voi scorge indizj e segnali di reazione cieca e veemente, e macchinazioni non molto coperte contro la libertà; scorge il mal celato disegno de' cortigiani di risalire a qual sia costo là onde cadevano, e di ripigliarsi il dominio antico, o per effetto dell'universale scombujameuto e delle civili discordie, ovvero per la invasione ingiusta, violenta e soverchiatrice delle truppe straniere. Per le quali tutte cose, ciò che prima le nostre genti con sincerità desideravano, vale a dire il vostro pronto ritorno, la vostra dominazione, il mantenimento dello Statuto e i modi migliori e più quieti di accordo e riconciliazione, al presente è da esse considerato con vario consiglio; e di una porzione di quei desiderj disperano, dell'altra vivono sospettose ed incerte. Per contra, ciò che prima le sgomentava e parea loro eccessivo ed intollerabile, vale a dire la dittatura del Ministero, l'esigenze ognor rinnovate e crescenti de' circoli, l'annullamento dello Statuto, e il porre in balia d'un'assemblea popolana (già prossima a radunarsi) l'esistenza perfino del principato, quest'oggi è accolto con molta minor ripugnanza, e sarà domani accettato come sola tavola nel naufragio: tanta mutazione ànno operato in breve intervallo le esorbitanze di Gaeta! Nè pensate, Padre Santo, che da ciò le ritraggano minimamente i Monitorj già promulgati, o l'aspettazione di un Interdetto. Imperocchè, ne' savj e mezzanamente istruiti non promuovono quelle scritture altro effetto se non di addolorarli e attristarli dentro dell'anima per lo deplorevole abuso degli anatemi e delle pene spirituali, così con ingiustizia applicate ad atti che non le sopportano, come adoperate indebitamente per cagione affatto secolare e mondana. Gl'idioti poi, che sono i più numerosi, seguono, a simiglianza di gregge, l'esempio dato dai caporioni, e irridono per vezzo e per moda quello che non intendono.

Dopo ciò, che pensieri e che portamenti saranno quelli del cittadino leale e dabbene di cui ragiona questa lettera? La legge e il patto in cui s'affidava stanno per essere spiantati e diradicati; nè scorgendo alcuno che sorga a difenderli e propugnarli autorevolmente, come voi solo, Beatissimo Padre, avreste arbitrio e potenza di fare, egli serberà il suo zelo e l'opera sua a mitigare la foga delle passioni non generose, e dai partiti temerarj ed arrischiatissimi, affrettatamente presi per fondare un ordine nuovo politico; egli procaccerà di dedurre (quanto lo può il privato o parlando o scrivendo) tutto quel più acconcio e quel più ragionevole che gli detterà l'esperienza, la probità ed il senno. Perchè, colpa gli sarebbe di rimanersene inoperante laddove si tratta di campare le nostre provincie dal rischio grave dell'anarchia, della guerra civile e della occupazione straniera; i tre disastri maggiori onde può venir percosso uno Stato. Procurerà, poi, sopra ogni cosa l'unione degli Italiani, l'attiva e forte confederazione delle Provincie loro, e il sollecito rinnovamento della guerra del riscatto; siccome colui che serba in cima d'ogni pensiero, d'ogni desiderio, d'ogni sentimento, il proposito santo e incrollabile della Indipendenza nazionale, e antepone mille volte i rischi e i disastri medesimi della guerra ai danni e ai pericoli dell'anarchia e delle zuffe intestine.

Queste dichiarazioni e questi pensieri ò creduto debito di recare sinceramente a notizia della Santità Vostra, perchè io non vi sembri in nulla diverso da me medesimo, nè possa alcuno accusarmi o di sovvertire le leggi o di perturbare lo Stato. Del resto, la necessità sola di porre i fatti in piena e nitida luce, e di condurre la mente a raccòrne la significazione propria ed intrinseca, m'à mosso a parlarvi con libertà ed ischiettezza, inusitate in qualunque corte, inusitatissime nella romana. Ma il vero, ancorchè troppo nudo, mai non à recato pregiudizio e rincrescimento, e mai non à dispiaciuto agli spiriti grandi e magnanimi. Oltrechè, la inviolabilità della vostra sacra persona, e la nobiltà e purezza non alterabile delle vostre intenzioni tanto disgravano Voi d'ogni colpa, quanto l'accrescono ai diplomatici ed ai prelati che vi attorniano e vi consigliano. A me dura, Padre Santo, in cuore una viva speranza di vedervi fra non molti anni con altre voci e con altri nomi glorificato, senza bisogno alcuno di sindacare le opere vostre, e senza timore di trovarle in nulla dispari alla sapienza divina che in Voi riposa, e alla maestà sovrumana che vi circonda. Allora la Chiesa edificata dallo Spirito tornerà tutta allo Spirito; e sdegnerà quei puntelli e quelle difese di materiale potenza di cui non à d'uopo e i quali per molti secoli non conobbe, fiorendo ciò non ostante di maggior santità, legando i cuori delle nazioni più barbare, e splendendo più che dipoi non facesse nei miracoli e nelle dottrine. Allora la religione vivrà sicura e onoranda in seno d'ogni libertà civile e politica; e per converso, le libertà e i diritti de' popoli si nudriranno di religione, che sarà domandata Umana e Civile per eccellenza. E Voi, Padre e Pastore di tutte le genti, svestito allora della grave cappa di piombo che il dispotico principato favvi addossare, tornerete albeggiante del mondissimo cámice e luminoso della stola pontificale; ed or sull'uno or sull'altro dei Sette Colli, quasi su nuovo Taborre, innalzato e trasfigurato, non mirerete altra cosa sotto di voi che turiboli agitati e fumanti, nè saliranno alle vostre orecchie altri suoni se non di parole d'amore e di laudazione. Allora, infine, salito dalle tempeste mondane e politiche alla serena pace dei dogmi, e scorgendo di quivi alto il penoso affaticarsi delle presenti generazioni, più abili assai per distruggere che per fondare, più per ismuover le terre che per seminarle, più per negare che per affermare; Voi porgerete le innocenti vostre mani a quell'opera augusta e finale, senza di cui tutto il travagliare del secolo è vano delirio; dico alla salda riedificazione dei principj e delle credenze.

Roma, alli 30 di gennajo del 1849.