Allorchè io dico, o cittadini, Congresso Costituente, credo col nome solo aver chiaramente annunciato, ch'io non piglio a discorrere di una confederazione fra i principi soli, ma sibbene de' principi insiememente coi popoli; non di una confederazione transitoria ed accidentale, ma immobile e persistente, ma sostanziale e feconda; non di tali azioni o tali altre per accordo particolare pensate ed effettuate, ma di un potere e d'un reggimento centrale, comune e perpetuo, pieno di efficacia e d'autorità, saggio, illustre, imparziale e venerabile a tutti, sicchè ne' supremi ed universali interessi della Nazione non isdegnino di obbedirgli i coronati reggitori de' singoli Stati.
Il Ministero vostro è pieno di fede nella Confederazione Italiana. Imperocchè un popolo diviso per lunghissima età in Istati diversi ed indipendenti, avvezzi a leggi, istituti, governi, usi, costumi, tradizioni e parlari lor proprj, e soliti da qualche secolo a inorgorglirsi e presumere della natura loro e disistimar quella di tutti gli altri; un popolo così fatto, io dico, non si scioglie e non si confonde in una sola provincia, se non per effetto della conquista o d'alcuna violenza interiore: e questa, io nol nego, può riuscire in più casi ed in più maniere, ma in nessuna sarà durabile; e un po' di conflitto che sorga negl'interessi e nelle ambizioni, il mal sopito egoismo delle provincie ridarà su rabbioso e funesto; e quella fortunata violenza o sorpresa che voglia chiamarsi, avrà da ultimo non altro fatto che apparecchiare i semi delle discordie intestine, e forse anche della guerra e del sangue civile. E però a quel popolo di cui parlo, o sarà impossibile sempre di ben comporsi in vero e durevole essere di nazione; o gli converrà aver ricorso alla forma confederativa, la quale tornerà poi tanto più salutare e fruttifera, quanto più stretta e maggiormente fornita di facoltà e prerogative. Nè tralascerò di notare, come una stretta Confederazione, chi ben la considera, non osteggia ed anzi prepara le cose e gli uomini a qualunque specie di maggiore unità politica; dove, per lo contrario, le unioni e incorporazioni subitanee e premature, e più assai comandate ed imposte che accettate e volute, possono convertirsi più tardi in cagioni avverse e disturbatrici di una leale e spontanea Confederazione. Nè già l'indole di questa e le disposizioni e le regole che si appropria sono così determinate e inflessibili, che mal si riesca a piegarle e adattarle alle differenti contingenze e necessità che incontra la lunga e rimutevole vita d'una nazione. L'ingegno e l'arte politica può invece disegnare e attuare un patto confederativo sufficiente ad ogni varietà di fortuna; ed ora simile a una dittatura e capace d'ogni unità e veemenza d'azione; ora così largo da somigliare più presto una compagnia ed un'amicizia, che altra cosa imperativa ed obbligatoria. Per contra, se v'à al mondo forma tenace ed aspra e poco arrendevole, si è del sicuro l'unità di governo assoluta ed onnipotente; come tuttogiorno il dimostra alcuna nazione europea troppo forse celebrata, e poco opportunamente imitata.
Io salgo, pertanto, in ringhiera col grato ufficio di annunziarvi, che il Ministero vostro intende quest'oggi medesimo di dare cominciamento ad attener la promessa già fatta dinnanzi al popolo sinceramente e solennemente; che, cioè, sarebbesi spesa ogni estrema cura, sostenuto ogni fatica, adoperato ogni zelo affine che la Costituente Italiana possa quanto prima venire ad effetto.
E certo, se l'impresa nobilissima e santa pendesse dal solo nostro arbitrio e giudicio, noi saliremmo qui a proferirvi un disegno di legge per iscegliere e convocare i Deputati Costituenti; e presto munita quella proposta dell'adesione e sanzione vostra, che altro rimarrebbe se non godere del fatto insigne, e nella vista del desiderato Congresso pascere lungamente gli sguardi e gli affetti? Ma, pur troppo, alla consumazione di tale atto bisogna il consentimento e l'unione di tutti gli Stati italiani, o di pressochè tutti. E però il Ministero presentasi dinanzi a voi fiducialmente a chiedervi d'esser fornito delle congrue facoltà per entrar subito in negoziato con essi Governi. E perchè voi non volete, com'è ragione, e mai non dovete, così mezzo alla cieca e senza un'antecedente e piena cognizione di causa, investire i Ministri di facoltà sì importanti e gelose; imperò noi veniamo a significarvi pochi principj, ma sostanziosi e precisi, coi quali intendiamo di condurre le pratiche coi Governi italiani. E l'espressione di que' principj fatta chiara, semplice e breve al possibile, si è la seguente.
1º Gli Stati Italiani eleggeranno e convocheranno un'Assemblea Costituente comune, alla quale si confiderà il mandato supremo di compilare un Patto Confederativo, che, rispettando l'esistenza e l'autonomia dei singoli Stati, e lasciandone inalterata la forma di governo e le leggi fondamentali, valga ad assicurare la libertà, l'Unione e l'Indipendenza assoluta e perpetua della Nazione, e a promoverne ogni qualunque prosperità e grandezza.
2º All'Assemblea Costituente ogni Stato manderà un numero uguale di Deputati rappresentanti.
3º Questi verranno eletti in ciascuno Stato giusta il modo che ciascun Governo e Parlamento delibererà di usare.
4º L'Assemblea Costituente si radunerà in Roma.
5º Il modo col quale i paesi d'Italia occupati al presente dallo straniero esser dovranno rappresentati nell'Assemblea, rimarrà a trattarsi fra i Governi che aderiranno all'Atto Confederativo.
6º L'Assemblea Costituente, innanzi pure di procedere alla discussione e compilazione del Patto, delibererà sui provvedimenti comuni richiesti dall'urgenza somma dei casi e fatti necessarj al pronto e compiuto conseguimento dell'Indipendenza Nazionale.