1º Porgendo noi quotidiano esempio di virtù private e civili alla plebe, avanzeremo non poco la educazione morale di lei; e più, se ci daremo a conoscere per suoi veri amici e zelatori del bene suo.

2º Provochiamo e rinvigoriamo per continuo gli istinti generosi, i quali nel popolo, come meno discosto dalla natura, ànno germe assai vivace e fecondo.

3º Si studino l'arti e i secreti dell'eloquenza popolare e quelle forme di stile che più aggradano alle moltitudini, come gli apologhi, le novelle, i motti sugosi, i proverbj ec.

4º Curiamo che le virtù insegnate e gli esempj addotti non si scostino troppo dalle condizioni odierne del popolo, affine ch'egli riconosca di avere alle mani materia idonea per praticare le verità che à lette o ascoltate.

5º Gli esempj tratti dal popolo stesso riusciranno i migliori; e quante volte verrà a taglio di raccontare le belle azioni di lui ne' vecchi tempi e ne' nuovi, tante si faccia con efficace semplicità.

6º Fondamento dell'educazione civile del popolo è il farlo persuaso di questo, che i doveri dell'uom dabbene non ànno rispetto alle sole virtù private e domestiche, ma eziandio alle pubbliche, e maggiormente a queste che a quelle pel maggiore effetto che n'esce.

7º Si renda piana tale dottrina applicandola spesso agli interessi comuni che il popolo sente e conosce, e sono principalmente quelli del municipio.

8º Si faccia il medesimo allorchè si passa a ragionare dei diritti.

9º Diasi forza a cotesti precetti lodando a cielo e onorando con pubbliche dimostrazioni quei valentuomini, le cui buone opere, ancora che ristrette al borgo o alla città o alla provincia natia, sono affettuosamente ricordate e appregiate dal popolo.

Il trapasso dai negozj municipali ai generali dello Stato e d'Italia sarà poi naturale ed agevole.