Può la civiltà senza religione essere altra cosa che apparenza ed orgoglio, ludificazione e rimpianto? e può la fede e la religione divisa dagli abiti della presente vita comune, non riuscire un eccesso di mente solitario e infruttifero, e sembiante al tamarisco che sorge nell'aridità del deserto e in terra abbruciata ed inabitabile?[59] Eziandio è grande necessità, che cotesto verbo evangelico il quale ora udiamo acclamare tra i popoli i loro diritti,[60] e con alte e distinte voci parlare di carità cittadina, di pubbliche e maschie virtudi, e d'universale affrancamento e giustizia; e il quale, come tutte le cose divine, è novissimo e antichissimo a un tempo; echeggi non solo e riverberi negli orecchi della Santità vostra, ma sempre le risuoni vicino; e non possano i motti de' cortigiani e lo strepito delle cancellerie romane sopraffarlo ed estinguerlo, nè altrui cavare della memoria, che servir si debbe in novità di spirito, non in vecchiezza di lettera,[61] e che lo spirito solo vivifica e la lettera uccide.[62] Ei fa bisogno oggimai, che gli eletti e rappresentanti del clero cattolico, e i veri testimonj ed annunziatori del comune ed universale pensiero cristiano, siedano accosto all'eccelsa cattedra vostra, sì che la parola uscente da quella, torni, siccome fu per antico, augusta ed autorevole a tutte le umane prosapie; e sia cessato lo scandalo triste e lamentabile senza fine di vederla accolta assai spesse fiate con muto dolore dai buoni, con non curanza dalle plebi, e con beffevole riso dagli avversarj. Più non è concedibile oggi, che tutto un preclaro e venerando collegio il quale debbe ad una con la Santità vostra reggere e cardinare la Chiesa, esca dall'arbitrante suffragio d'un solo ed unico uomo, sia pure principalissimo e il più degno e onorando di tutti i credenti; perchè all'individua esperienza e all'individuo consiglio di nessun uomo è dato mai di conoscere gl'innumerevoli particolari de' luoghi e delle persone, meglio o altrettanto di quello che li sa e conosce ciascuna Chiesa a rispetto del proprio gregge e nei confini del proprio ovile: però si legge nell'Esodo, Peso è cotesto non dagli omeri tuoi, nè potrai durarlo tu solo.[63] Oltrechè, nei sacri negozj i quali il divino afflato non comanda nè modera egli medesimo, ma sono alla prudenza dell'ordine sacerdotale affidati, non par dubioso che si convenga di governarli oggidì conformemente al genio dei tempi universale e imperioso, ed a cui non apparisce ben validato e sancito verun officio ed atto, quando da libera e larga elezione non pigli origine e forza. E da qual dubio, Padre beatissimo, può rimanere su ciò avviluppata la mente nostra, ricordandoci che nella Chiesa fu massima inviolata e perenne della esemplarissima antichità, dovere ogni qualunque sacro ministro essere conosciuto, amato, desiderato da tutti coloro a cui gli appartiene di comandare? e che altro modo più proprio e più conducente a cotal fine ci avverrà di trovare, se non l'elezione operata da quelli in cui s'adempie il comando? Per fermo, egli è scritto il pastore va davanti al suo gregge, e questo lo seguita perchè conosce la voce sua,[64] e perchè è pasciuto da lui con la spontaneità, e non con la forza.[65] E ciò tutto se per ogni luogo è vero, quanto divien più vero e più certo in risguardo di Roma, dove al presente ogni cosa si va meschiando di cupe passioni e disorbitanti, e quasi si è fatto impossibile serbare giudizio imparziale e mente non preoccupata e libera? Noi scorgiamo con gran dolore, che intorno al seggio pontificale accalcasi una sempre medesima specie e natura di uomini, mossi non rado da private mire e ambizioni, inesperti del rimanente mondo, nati o allevati in iscuole e in dottrine sterili e pedantesche, vuote di vera scienza, traboccanti d'orgoglio, ove la lettera uccide lo spirito e usurpa il luogo della virtù e della sapienza; ondechè ei son fatti un rame risonante e un cembalo che tintinna,[66] e i loro umani comandamenti saranno diradicati come piantagione che non fu opera del padre celeste.[67]
Angoscioso ufficio adempiamo di nudare e trattare le piaghe della sposa di Cristo; ma il cuor nostro si rassicura nel cospetto della verità,[68] e ci bisogna spegnere qualunque temenza di pronunciarla, perchè timore e carità non s'accorda.[69] E come ardiremmo noi di chiudere e sigillare le nostre bocche, vedendo tutto giorno lo studio diligente e infelice che pongono costà i cortigiani e gli scribi, perchè il sommo reggitore dell'orbe cattolico sia sempre una verga pullulata di lor semenzajo, e perchè egli, a vicenda, delle propaggini loro faccia rinfronzire i più eletti luoghi dell'orto di Cristo? Vogliano i cieli misericordiosi disperdere cotale malizia, e confondere il serpe, il quale mordendo la propria coda e sè in se stesso rigirando continuamente, chiude dentro al suo viluppo l'altare e il tempio di Dio. Certo è, beatissimo Padre, che fra quegli uomini e l'altre genti diffuse per le terre cattoliche, sembrano alzate lunghe muraglie e attraversati non valicabili fiumi.
Ma, per ragionare di ciò che il giudicio umano può, circa al proposito nostro, avvisare e provvedere, egli è grandemente mestieri che intorno di voi, supremo gerarca, radunisi, eletto innanzi nel seno d'ogni nazione, un santo concistoro di cherici e vescovi, fiore di tutta cristianità, sale della terra, munito, per così dire, e precinto dello spontaneo voto e mandato delle chiese e dei popoli. Esente egli dalle grette passioni, dalle subite paure, dalle soppiatte carnalità, dalle temporali sollecitudini che in cotesta Roma dànno perpetua battaglia; esente dalle prelatizie vanezze e piacenteríe, ignaro dei sofismi curiali e delle mene e ambagi segretariesche, recherà ai piedi della Santità vostra gli affetti e i consigli sinceri e patenti delle singole comunanze cattoliche; e quivi dinanzi a Voi, con semplicità di cuore e altezza d'intendimento, sponendo ciascuno il proprio concetto; da ultimo, lo spirito inerrante di Dio trarrà da tutti i lor pensieri, siccome da corde di celeste salterio, la mente armonizzata ed unificata della gran Chiesa universale. Ecco, io li adunerò da tutte quante le terre...., e darò loro un sol cuore e una sola via.[70]
Antico adiutorio è questo che noi invochiamo, e alle apostoliche tradizioni affatto conforme: però un consiglio interiore ci ammonisce di sperare in esso altamente. E per solo esso, al conflitto acerbissimo e lacrimabile insorto fra lo Stato ed il Sacerdozio, fra l'Italia e il Papato, fra il governo clericale e le sempre ammutinate e calcitranti provincie, può rinvenirsi buona composizione e durevole accordo; perchè ai degni eletti delle diverse e remote provincie e nazioni poco importando gl'imperj secolareschi e le ricche ed oziose prebende, verrà presto veduto alcun modo di perfetta conciliazione fra la libertà dei popoli, la franchezza d'Italia; e la indipendenza e libertà della Santa Sede, a cui bisogna ugualmente di non obbedire nè alle plebi nè ai principi; i quali con finissima dissimulazione vogliono alla Santità vostra concedere quante più sembianze e mostre e apparati si trovano d'arbitrio e di signoria, e quanta minore sostanza è possibile: però si legge, e lo vestirono di porpora, e gli posero nella destra una canna, e beffandolo s'inginocchiarono. Allora la rinnovata sapienza di Roma, sposandosi ad ogni popolare e civile spirito dell'età nostra, e cessando di riprovare i sentimenti generosi e le aspirazioni magnanime di tanta e si nobil parte dell'umana progenie, un filiale amore, un'osservanza ossequiosa e una dolce e perdurabile maraviglia entrerà in cuore di tutti verso l'apostolico ministero della Santità vostra, e le fornirà schermo e difesa infinitamente migliore che non le armi straniere e il temporale principato. E per fermo, chi più di voi, Maestà spiritale e sovramondana, dee vivere in sospetto e paura di quella sentenza, maledetto l'uomo che confida nell'uomo e s'appoggia a braccio di carne?[71] Nè dee cadere dalla vostra memoria, che la pupilla del profeta vide i re inchinarsi alla donna sedente su molte acque, e con lei fornicare e bevere alla coppa sua; ma scamparla da mezzo ai rischj ed alle ruine già non li vide.
Non può la indipendenza vera e perpetua del sacerdozio d'altronde uscire che dal diritto e incrollabile animo dei pontefici per un lato, e dalla comune coscienza per l'altro delle nazioni civili, la quale professi altamente e insegni e promulghi in tutte le leggi ed insinui in tutti i costumi, essere iniquo e barbarico sturbare e comprimere una potestà immateriale ed inerme, che chiede ai cuori e agl'ingegni suggezione razionale e spontanea, e niun mezzo terreno adopera, salvo la parola e l'esempio. Che se dalle Chiese adunate innanzi alla Paternità vostra uscirà sapiente e libera quella parola, non è sui monti di Dio così bene eretta e fondata, nè così d'armi e palvesi celesti guernita la torre di Dávide, come sarà la seggia vostra immortale e l'impero del Vaticano.
Noi confessiamo riverenti, che in Voi, santissimo Padre, è il colmo d'ogni dignità e la plenitudine d'ogni giurisdizione; e sappiamo che lassù prega Cristo Signore perchè la vostra fede detrimento non soffra. Ma si consideri benignamente da Voi la umiltà degli Apostoli, pieni d'infallibile verbo, i quali ciò non pertanto convocata la moltitudine dei credenti, dicevano loro: Avvisate di elegger fra voi sette uomini...... acciocchè noi li costituiamo nel ministerio del diaconato.[72]
Piacciavi, dunque, non che di permettere, ma sibbene di comandare e sollecitare la pronta convocazione dei nazionali concilj, dovunque non gl'interdica la legge secolare e scandalo non ne segua. E ad ogni modo, prescriva la Beatitudine vostra da per tutto ove ancora è bisogno, e con istudio e cura solerte e diligentissima instighi e affretti la esecuzione piena e fedele del canone tridentino, il qual vuole s'adunino per ogni luogo ed ogni anno le Sinodi diocesane (quotannis); le provinciali de' Vescovi una volta almeno (saltem) in ciascun triennio! Sia prescritto parimente e raccomandato dall'oracolo vostro, ch'elle si pongano quanto più possono, e per ogni onesta e spedita maniera, in commercio di mente e d'affetto fra loro; talchè i pensieri, le proposte, le controversie, gli scrutinj, le deliberazioni e le opere s'accostino fra tutte esse alla maggiore unità di concetto, di proponimento e di metodo. Essendo, certissimamente, che loro spetta di avverare la sentenza di Paolo: che siccome non v'à nei cieli più che un Signore Iddio, così nella Chiesa v'à un solo corpo ed un solo spirito;[73] e Similmente, elle debbono procacciare che sia la preghiera di Cristo esaudita, di rendere tutti i discepoli suoi una cosa sola.[74]
Fatto ciò, noi supplichiamo l'alto datore e dispensatore dei lumi, perchè a Voi persuada fermissimamente e con giudicio immutabile, di comandare a ciascuna di quelle pie radunanze d'eleggere fra' suoi più illustri e specchiati per virtù e sapienza, uno o parecchi, i quali sieno nunzj e rappresentatori di lei appo la vostra eccelsa persona. Quindi, convenuti a grave consulta innanzi di Voi, con Voi riposatamente e con apostolica libertà e zelo ragionino della salute universa del cattolico gregge. Ma, principalmente, e per ufficio e mandato espresso e particolare, discutano del modo più degno e più pronto e meglio operabile di comporre in futuro appresso la cattedra santa di Pietro, un Concistoro elettivo, da tutte le Chiese costituito, interprete verace ed eloquente di tutte, e il quale partecipi ciascun giorno al vostro magno ministero, e regga in Laterano le vostre braccia, non per isconfiggere e vincere alcuno, ma per benedire e letificare ogni umana generazione. Così liberamente appresso di Voi radunato il popolo d'Israel, acceso di fiamma profetica e tristo a morte delle accumulate ruine di Gerosolima, porrà mano tutto lieto e concorde a riedificare sulla pianta loro stessa l'altare e il tempio di Dio.[75] —
XII.
Vere e franche parole, direte voi, ma chi vorrà proferirle? Rispondo: proferiránnole prima pubblicamente le lingue dei savj, e nel secreto de' lor pensieri i chierici ricreduti e buoni; che oggimai sommano gran moltitudine, e da per tutto ve n'à uno scelto drappello. A quelle lingue (se trombe del vero) converrà pure che schiudan l'orecchie dell'animo i prelati più modesti e sinceri di tutta cristianità, e a cui le riforme non pesano e non mettono sbigottimento: nè coloro che arieggiano tanto o quanto all'arcivescovo di Parigi, sono sì scarsi al dì d'oggi; e il novero non può scemare, anzi è fatale che cresca. Perocchè, dove non resistono gl'interessi, entra e invade la generale opinione; e questa oggi è ricevuta dal clero, non fatta; e chi la fa, desidera quel medesimo che voi ed io desideriamo.