11º Con molto valsente tenuto in riserbo, ovvierassi a quegli accidenti imprevisti (e ai dì nostri non radi) che turbano a un tratto l'economia delle industrie e del cotidiano lavoro: come le invenzioni rumorose de' fisici che fanno inutili issofatto certe specie di manifatture, o le macchine nuove di subito surrogate alla forza di migliaja di braccia, o quegli sbilanci improvvisi di commercio e di traffico che mettono in repentaglio la prosperità de' ricchi e la sussistenza de' poveri. Così gli Italiani fondatori antichi delle Case di lavoro, e pur lungo tempo innanzi che le altre nazioni ne avessero sentito il pregio, perfezioneranno secondo conviene alla nostra età il pietoso trovato degli avi loro.

12º In risguardo delle campagne, fa mestieri per prima cosa di riformare e ampliare il codice agrario o forese, onde si tutelino con più efficacia i patti e le relazioni giornaliere fra i possidenti e i coloni, migliorando le condizioni di questi ultimi, e mallevandole contra ogni ingiustizia e sopruso.

13º Secondamente, è bisogno che in ogni provincia s'instituiscano compagnie d'assicurazione (sovvenute dal denaro del Comune) contro i danni delle gragnuole, delle carestie, delle epizoozie e delle inondazioni; a tale che i contadini si veggano accertato ogni sempre il frutto del loro sudore. Il giudicio delle spartizioni si eserciti da periti appostatamente eletti dal popolo. Ma negli anni in cui il raccolto avrà oltrepassato un termine più che mezzano determinato dalla legge, pure i contadini concorreranno per la lor quota al pagamento della tassa di assicurazione.

14º Che un Consiglio superiore, ajutato dai succorsali delle provincie, prenda in cura speciale lo studio e la vigilanza degli interessi dell'infimo popolo. A questo consiglio verranno ascritti molti uomini pratici e molti versati in dottrine particolari e correlative ai fini proposti, e tutti poi splenderanno di specchiata probità e di zelo grande nei poveri.

15º Una parte del Consiglio provvederà specialmente alla vita sana del popolo, promovendo nel seno di questo le società di temperanza felicemente iniziate in America, ed esaminando l'interno delle officine, la materia e qualità dei lavori, i cibi quotidiani, gli alloggiamenti, le vesti e simili obbietti. E buono sarà imitare l'esempio di Leopoldo primo di Toscana, il quale a spese dell'erario fece murare in buon luogo arioso gran numero di casette decenti ed acconce pel popol minuto; e compiremo in tutto l'ufficio con l'aggiungervi la modicità estrema delle pigioni.

16º Ad una seconda parte del Consiglio si darà incumbenza di vegliare gli andamenti del popolo, e la qualità delle sue industrie e de' suoi negozj. Illustrato il Consiglio sì dal lume delle statistiche e sì dagl'indubbj principj delle scienze economiche, avrà cura d'informare la gente minuta di quei fatti giornalieri e di quelle regole sperimentali che possono farla prudente nella scelta e nell'avviamento de' suoi lavori e de' suoi traffichi, e scostarla dall'imprendere mali negozj, e dal fomentare, siccome accade, mille vane speranze che tornano in sua ruina.

Vedrà eziandio il Consiglio quel che sia da ristorare degli antichi Statuti dell'arti e quello che sia da aggiungervi; e ad ogni modo, promoverà con istanza le congregazioni e consorterie legali degli operai, de' capomaestri e d'ogni maniera artefici, con l'intento di accrescere a ciascheduno i mezzi di produzione, e (ciò che più monta) lo spirito di fratellanza e di disciplina; così ristorando e migliorando, giusta il senno moderno, quelle compagnie italiane di muratori e di fabbri ferrai che nel medio evo menavan grido per tutta Europa. Similmente, il Consiglio promoverà con zelo perseverante le unioni e consorterie dei piccoli proprietarj e dei fittajoli, compensando di tal guisa i danni e gli inconvenienti dei troppo angusti poderi.

Veglierà eziandio sulle pubbliche mostre, sui comizj agrarj, sugli incoraggiamenti e sui premj da compartire; studierà il valore dei nuovi trovati e degli ultimi perfezionamenti, ed agevolerà ai poveri artieri lo smaltimento di loro lavorazioni, contro il monopolio dei troppo ricchi, ed a freno degli incettatori e rivenditori.

17º Il Consiglio procaccerà di mettere in buono accordo fra loro gl'istituti caritativi, facendo che si accostino tutti a certa unità di massime direttrici, e che l'opera dell'uno venga a soccorso ed a compimento di quella degli altri con perfetta reciprocazione e armonia. Egualmente, procaccerà un accordo grande e una corrispondenza continua tra la privata carità e la pubblica.

4. — D'alcuni mezzi per sodisfare ai diritti che risguardano l'educazione.