1º Le scuole infantili sieno costituite per ogni dove, secondo i migliori metodi e sotto il vigile occhio del preallegato Consiglio superiore.

2º Che le scuole primarie od elementari succedano alle infantili similmente per tutto, e que' Comuni che mal possono sopperire alla spesa, ricevano dal tesoro sufficiente sussidio.

3º I figli del popol minuto uscendo dalle scuole primarie e principiando ad esercitarsi nell'arti come fattorini e apprendisti, abbiano in certi dì della settimana licenza di frequentare alcune altre scuole appostatamente trovate per coltivare l'ingegno loro.

4º In tali scuole s'insegneranno con gran chiarezza e semplicità i rudimenti di quegli studj che giovano in modo peculiare e immediato al buon esercizio delle arti e delle industrie.

5º Alcune scuole speciali insegneranno gli elementi della scienza del commercio e della marineria.

6º Oltre tutto ciò, il popolo in tali scuole verrà istruito, almeno per sommi capi, nella storia d'Italia, e iniziato a pregiare e sentire tutte le glorie antiche della sua patria. Gli si mostreranno altresì i rudimenti della scienza della vita civile, cioè le buone creanze e gli ufficj da uomo a uomo, i doveri e i diritti del buon cittadino, la natura e le forme giuridiche dei negozj ordinarj, e simili ammaestramenti.

7º Se il Consiglio superiore esaminando le note e le relazioni annuali delle scuole popolane, scoprirà ingegni di valore non ordinario e tali da far presagire di loro alte cose, schiuderà in tempo idoneo a quei giovanetti le scuole degli studj migliori e provvederà al mantenimento loro.

8º Il popolo avrà altresì arbitrio di frequentare alcune scuole domenicali, ove gli si farà lettura e commento (ben conformato alla sua comprensiva) d'alcuno de' nostri gran poeti e gran prosatori. Che ciò che vien fatto assai grossamente in sul molo di Napoli da un cencioso e ignorante rapsoda, molto meglio e con gran profitto si potrà porre ad effetto da un governo educatore.

9º Esso governo, per ufficio e preghiera del Consiglio superiore, farà invito ai più dotti e facondi scrittori della nazione a dettare opericciuole che ben si attaglino all'intelligenza del popolo, e sieno ricreamento dell'animo suo in qualche ora disoccupata. Voglionsi più che ordinarj i premj, e grande l'onore proveniente da siffatte lucubrazioni.

10º Similmente farà compilare e stampare qualche efemeride per uso del popolo, scegliendo scrittori di provata virtù, e ingegnosi nell'arte di render piane e semplici le dottrine.