11º Ogni insegnamento popolare verrà concepito e condotto in guisa, che l'animo se ne nudra tanto o più dell'ingegno. In ogni cosa si farà luogo con grazia ed acconciatezza ai documenti morali, scansando le troppo fine disputazioni, e cercando le vie del cuore, che nel popolo è sempre svegliato e caldo.
12º Il Consiglio superiore ordinerà in modo la disciplina delle pubbliche lavoreríe e degli altri istituti di carità, che ne risulti un ben insieme di precetti, d'esempj e di pratiche appositissime ed efficaci per riformare e comporre l'animo della plebe.
13º La somma degli insegnamenti morali, intendiamo di quelli più proprj e meglio adattati al popolo, consiste nell'insinuare entro l'animo suo una fede profonda nella giustizia eterna e riparatrice di Dio; e con questa, un coraggio assiduo contro i mali della vita, e una carità viva e operosa, segnatamente inverso i proprj consorti. Consiste quella somma nel coltivare abilmente il germe degli istinti più generosi, e movere la fantasia verso le imagini del bene; consiste nel far sentire la dignità e santità del lavoro, e pregiare per quel che sono le ricchezze e gli agi e l'apparente beatitudine dei doviziosi; infine, consiste nell'avvezzare la plebe, in difetto dei materiali conforti, a gustare con abbondanza i beni e i ricreamenti dell'animo, come la pace e gli affetti della famiglia, i piaceri dell'amicizia, il dirozzamento dell'intelletto, il perfezionamento dell'arte propria, la stima dei confratelli, l'amore nella patria, le glorie di lei, gli ornamenti, la prosperità.
5.
Queste sono le speranze a cui da ogni buon Italiano debbe venire alzata la mente e il cuore delle moltitudini; queste le riforme e i perfezionamenti cui darassi mano quando che sia, perchè tutte sono operabili; questa la vera e sola e legittima Carta del popolo.[2] Conciossiachè, a volerla mettere in atto, non è mestieri (come si vede) di rovesciare e sconvolgere neppure un solo degli ordini sociali odierni, nè di fabbricare alcuna forma politica ignota o troppo discosta dagli usi nostri. Quello che vi si ricerca sostanzialmente, si è il buon volere e lo zelo delle classi superiori; e, a chiamar le cose col nome loro, si è la tarda giustizia dei facoltosi e potenti inverso i poveri ed impotenti; si è il principio attivo e sincero dell'uguaglianza e della fraternità che il Vangelo di Cristo à predicata e promessa a tutti gli uomini.
Infrattanto non debbono i buoni Italiani, aspettando giorni migliori, desistere mai dal cercare tutti i modi, tentare tutti gli espedienti, rinvenire tutti gli ingegni per condurre ad effetto alcune parti almeno di cotesto nobile disegno. E di che non viene a capo, di che non trionfa la travagliosa operosità, la perseveranza e l'unione?
Non chi comincia soltanto, ma chi persevera coraggioso entrerà nel regno dei Cieli.
CAPITOLO IV. Di altri precetti particolari.
Veduto quello che importa di più nell'educazione del popolo, procederemo a discorrere d'alcuni precetti che toccano materie di gran momento per la rigenerazione italiana.