1º Procacciamo che i parentadi si facciano i più frammisti che si può, cioè tra famiglie di città, provincie e Stati diversi d'Italia.

2º Tuttociò che rende lo straniero maggiormente odioso e abborrevole; tutto ciò che mostra più aperto i mali da lui cagionati e ne rinnova il senso profondo e lo moltiplica e lo perpetua, torna di necessità favorevole e vantaggioso alla patria; e per via di contrapposto, ajuta a far radicare ed invigorire il sentimento nazionale.

3º Questo è fomentato eziandio da tutte le opere letterarie e scientifiche il cui subbietto à riferimento speciale con l'intera Penisola: come, per via d'esempio, una enciclopedia italiana, storia d'arti italiane, gallerie d'Italia descritte, miniere d'Italia visitate, e altrettali.

4º Sforziamoci di accrescere e moltiplicare il carteggio e ogni altra sorta di relazioni e di contraccambi sì fra tutte le accademie della Penisola, e sì fra tutti i compilatori delle sue stampe periodiche.

5º Agevoliamo e moltiplichiamo fra li suoi Stati il cambio de' libri e d'altre merci attinenti alle lettere.

6º Similmente, procacciamo che i giornali d'una provincia si occupino più che non fanno dei negozj letterarj e civili delle altre; e gran pro farebbe un giornale costituito con questo intento di discorrere e paragonare insieme le cose letterarie e civili d'ogni parte d'Italia, e quelle degli altri Stati ancora più che del proprio.

7º Eccitiamo tutti, massime i giovani, a visitare città per città e borgo per borgo la nostra Penisola, contraendo e coltivando in qualunque luogo amichevoli affezioni e corrispondenze. Così fanno, rispetto alla patria loro, i Tedeschi, molti de' quali stretti da povertà sostengono di viaggiare a piedi con zaino dietro alle spalle.

8º Una grande sapienza civile ammirasi dai politici in quell'antico precetto mosaico del dovere ogni anno tutti gli Ebrei concorrere nel loco medesimo a celebrare insieme la pasqua. Deh! che non faremmo noi per convertire in obbligo sacro questa peregrinazione degl'Italiani per ogni parte del Bel Paese. Ma se tanto nè da noi nè da qualunque altro si può, introducasi almeno appo i buoni la ferma opinione, che di quindi innanzi quel giovine, il quale in età di trent'anni non abbia peranche fornito il viaggio della Penisola tuttaquanta, è indegno di venir reputato buono e caldo Italiano. Simile riprovazione sia fatta cadere sopra coloro che alla medesima età ignorassero ancora l'antica storia e la moderna d'Italia.

9º Tentisi di aprire una fiera annuale di libri, imitando quella famosa di Lipsia, che è sede e capo del commercio librario di tutta l'Allemagna. Luogo a ciò accomodato sembra essere Pisa.

10º Tentisi di istituire ragunanze generali di dotti Italiani, al modo di quelle incominciate in Germania, che ogni anno mutano residenza.[3]