11º Tentisi di rimettere in fiore l'Istituto Italiano dal Lorgna fondato, e di farlo centro e capo de' nostri studj scientifici.

12º Tentisi di celebrare con pompa solenne i giorni secolari, o come altri li chiamano, i parentali de' nostri scrittori ed artisti massimi, con partecipazione di ciascuna provincia, e operando in guisa che ogni università e accademia invii deputati alla festa. La Germania à dato testè un esempio insigne e imitabile di tale usanza con la celebrazione del dì natalizio di Federico Schiller.

13º In fine, tentisi qualche accordo fra i nostri governi circa agli ordini doganali, in guisa che i commerci interiori acquistino maggiore franchigia, e tutta l'Italia sia loro comune emporio.

Nel che dobbiamo porre innanzi l'esempio del governo prussiano, il quale, per aver forma di monarchia assoluta, dee parere modello non punto rischioso a copiare: ciò si ripeta eziandio in risguardo di molte altre innovazioni e provvedimenti che quel governo è per porre ad effetto; come l'unità e conformità dei pesi, delle misure e delle monete fra più Stati contigui.

14º Si offrano premj frequenti ad opere letterarie e scientifiche, facendo invito a tutti gli ingegni italiani; i têmi proposti versino sopra materie attinenti alle condizioni ed agl'interessi della Patria comune. Per gli edifizj e lavori d'arte di gran momento, conserviamo l'antica usanza italiana dei pubblici concorsi, aperti all'intera nazione.

15º Scriviamo compendj di Storia italiana in modo piano e popolare, ristringendoci, se non si può meglio, all'esposizione nuda dei fatti, e ingegnandoci di ridurli a qualche forma di unità, e di tornarli spesso in pensiero sotto diverse fogge ed aspetti, come di tavole sinottiche, di catechismi, di biografie, di racconti, ec.

Una specie di scrittura assai popolare e istruttiva è quella degli almanacchi ordinati per modo, che a ciascun giorno dell'anno cada il ricordo d'un fatto notevole cercato nelle istorie d'Italia e nelle biografie de' suoi grandi uomini.

16º Asteniamci dal parlare i dialetti, e curiamo che si faccia il simile nelle scuole primarie, nelle sale di asilo e in altrettali istituti di educazione popolare.

17º Studiamo e pregiamo assai la nostra lingua comune, purgandola dalle forme straniere; imperocchè in essa è un legame fortissimo di nazione, il solo non ancora spezzato; e in essa è pure la sola ricchezza campata al naufragio del nostro civile imperio.

18º E gran bene procurerebbe colui che tentasse di trasformare l'Accademia della Crusca in vero italiano istituto, componendolo di socj chiamati in Firenze da ogni banda d'Italia, e intesi a imprimere nella lingua l'universal carattere nazionale, e propagarne lo studio e l'uso.