Perchè si ottenga il primo, vuolsi domandare e pretendere dai nuovi capi dimostrazioni ed opere tali che, vinta la rivoluzione, serrino loro ogni via di scampo e di perdonanza. Di più, bisogna che essi capi così cimentati, pigliando la volta loro, inducano i parlamenti e i capitani dell'esercito a fare opere e dimostrazioni altrettali; sicchè nessuno di loro possa retrocedere d'una spanna.

Il rifacimento dello stato-maggiore dell'esercito richiede negli ufficiali a ciò deputati viva e straordinaria energia e risoluzione. E intorno a questa materia (come importantissima in supremo grado) verrà in luce fra breve uno scritto assai meditato e molto savio e proficuo, dettato da un egregio Napoletano conoscentissimo di tali cose.

Per infiammare e interessare l'animo dei popolani inverso la racquistata libertà, sono molte le vie; tra le quali preferiamo di accennar queste. Sminuire quanto è possibile il più le imposte e i dazj che gravano sulle infime classi: riconoscere e guarentire ogni franchigia municipale, con intervento e suffragio del popolo intero nella scelta dei magistrati, e con rendiconto al popolo stesso di tutti i ministeri ed uffici loro. Manifestare in parole ed in opere, che la prima e maggiore sollecitudine del reggimento nuovo sia inverso le genti minute, le quali riescono da pertutto numerosissime e povere: accrescere ed ajutare con instancabile zelo gl'istituti caritativi: decretare scuole, ricoveri ed officine, ove i braccianti e gli operai di qualunque ragione trovino per continuo istruzione e lavoro. De' pubblici uffici e delle dignità investire persone specchiate e giuste, ossequiose della religione e affettuose inverso la plebe. Adoperare ogni diligenza per amicarsi la parte meno ambiziosa e più frequente del clero, quella per appunto ch'esce dal popolo minuto e con esso popolo vive; il che domanda dal lato nostro integrità di costumi, religiosità di sentimenti, osservanza del culto. Ecco maniere, al nostro giudicio, migliori e più certe di quelle proposte dai nostri passionati affine di scuotere validamente le moltitudini, sventare gli intrighi dei cortigiani e i tradimenti dei re. Del resto, noi dichiariamo di non parteggiare in alcuna maniera per le opinioni repulsive e troppo assolute, e di credere che le questioni di repubblica e di monarchia, di unità e di confederazione, sieno, per rispetto all'Italia, sommesse più assai che altrove a mille varie congiunture di tempi e di circostanze. Sopra ogni cosa desideriamo la indipendenza, come il fondamento primo e saldo della riedificazione italiana; noi domandiamo eziandio l'unione morale, come il mezzo primo efficiente che all'acquisto dell'indipendenza ne può condurre.

Tutte le forme, pertanto, di governo politico che a tali due fini sembreranno menar l'Italia con maggiore sicurezza e facilità, verranno da noi e acclamate e obbedite, fossero pure il dispotismo di un re, la prepotenza di un capitano, la teocrazia di un pontefice.

X.

Ma se il numero degli Italiani ardenti e risoluti a menar le mani è scarso tuttavia, e sperperato di modo da fare impossibile un degno e ragionevole tentamento d'aperta sollevazione, rimane, come dicemmo più sopra, a tutti i buoni e generosi il debito di rinfrancare a poco a poco gli spiriti fiacchi e allibbiti, e di portar luce e calore in mezzo alle moltitudini fredde ed intenebrate; impresa lunga e paziente, piena di fatiche, d'industrie, d'accorgimenti e d'annegazione; ma certa e maravigliosa altresì negli effetti suoi, qualora si voglia e sappia condurre tale azione incivilitrice su quella parte principalmente dell'umana comunanza in cui risiedono la vera forza e il vero coraggio, e in cui ciascun radicato e nobile convincimento è semenza di fatti strepitosi ed eroici; noi vogliam dire il popolo. E così non si fossero scialacquati e dispersi già molti anni in sole cospirazioni e congiure, senza attendere a coltivare con assidua fatica la mente e l'animo delle classi inferiori, chè forse il risorgimento morale e politico della nostra patria infelice sarebbe ora assai bene apparecchiato, e porgerebbe buona caparra di riuscita.

Per norma, dunque, di cotesta lenta e difficile preparazione degli animi alla indipendenza e alla libertà, egli ci par bene di ristampare qui presso alcuni pratici Documenti, scritti e pubblicati non lungo tempo addietro, ed ora ampliati notabilmente e corretti dall'autor loro: con tali indicazioni e consigli, appropriati in ispecial modo all'educazione del popol minuto, noi compiamo la esposizione del nostro parere intorno alle condizioni presenti d'Italia.

DOCUMENTI PRATICI INTORNO LA RIGENERAZIONE MORALE E INTELLETTUALE DEGLI ITALIANI.

CAPITOLO I. Preliminari.

Per gran ventura d'Italia, ciascuno si va ora persuadendo di questa capitalissima verità, che il risorgimento italiano non possa aver luogo senza il concorso efficace ed universale delle moltitudini, e però lo sforzo di tutti i buoni doversi rivolgere all'educazione progressiva del popolo. Un'altra persuasione sembra eziandio entrare e radicarsi forte negli animi; e questa è, che per trascinar seco il popolo a fatti animosi e ritemperarlo al bene, occorre participare ai sentimenti, agli affetti e alle credenze di lui: nella qual cosa non pericola punto la verità; ché quegli affetti e quelle credenze, guardate nel loro midollo, costituiscono la natura instintiva dell'uomo, e sono fonte delle passioni più generose, de' concepimenti e delle ispirazioni più alte e magnanime che ricorda e ammira la storia. Non si dee pertanto nè dispregiarle nè combatterle, ma sì purgarle di molti errori e di molte misere superstizioni, e scioglierle dalle abbiette consuetudini indotte per entro il cuore dalla servitù, dall'ignavia e dall'indigenza.