[205]. Cfr. Athen., 14, 74, p. 657 D.

[206]. Athen., 6, 85, p. 264 A-B.

[207]. Gli è in tal guisa che il testo di Mirone di Priene, tramandatoci da Ateneo (loc. cit.), deve essere conciliato con l’altro di Heraclide Pont., fr. 2, 3 (in F. H. G., II, p. 210) che si riferisce alla medesima usanza.

[208]. Isocr., Panath., 182.

[209]. Essai sur l’hist. de la civilisation russe, trad. fr., Paris, 1901, p. 261.

[210]. L’alleu et le dom. rural, p. 379.

[211]. Thuc., 4, 80, 1-4 e Plut., Lyc., 28, 2 sgg.

[212]. La terra lavorata dal servo non poteva essergli riconosciuta come ereditaria. Vi si opponeva il fatto che egli non aveva eredi legali e che la terra non era sua. Lui morto, essa tornava al proprietario, cui spettavano le ulteriori disposizioni (Fustel de Coulanges, op. cit., p. 390).

[213]. Così, ammettendo una verisimile interpretazione del Guiraud (op. cit., 415-17; cfr. Ciccotti, op. cit., pp. 139-40) di un passo della famosa iscrizione di Gortyna (Dareste, op. cit., XVII, 41).

[214]. Arist., Polit., 2, 5, 2.