— «E, se l’agricoltore avesse dato meno di quello che Apronio chiedeva?
— «Sarebbe stato condannato a una multa quadrupla del suo debito.
— «Da chi?
— «Dagli integerrimi componenti la onorata coorte del pretore.
— «E poi?...
— «Poi lo si sarebbe accusato di aver dichiarato una proprietà minore della reale, e lo si sarebbe invitato a scegliere nuovi giudici per decidere sulla sua infrazione alla legge.
— «Nuovi giudici? E tra chi?
— «Sempre fra gl’integerrimi componenti la coorte del pretore!...» — [371].
Non una sola volta, infatti, gli agricoltori avevano tentato le sorti del giudizio[372], ma, ahimè, avevano troppe volte subito la dura prova delle sentenze del tribunale del pretore, o di altri non meno eloquenti surrogati....
Un siciliano, accusato di non avere fatto completa denunzia dei propri possessi, veniva condannato a consegnare, non un solo decimo, ma tutto il frumento delle sue aie[373]. Tre altri contadini venivano costretti a versare, a titolo di decima, una quantità di derrate superiore all’intero raccolto, e, poichè cotal pena era sembrata sì inconcepibile, da ritoglier fin la volontà dell’obbedienza, i loro poderi venivano messi a ferro ed a fuoco, e, quando uno di essi si accinse a protestare, il decumano non esitò ad impiccare l’audace! Espedienti su per giù analoghi placano gli spiriti temerari di due loro compagni di sventura. E tutto questo passava a Roma per esazione delle decime!