Grandi cose erano dunque da aspettarsi da quest’uomo, appena le cure materiali e più urgenti del governo gli avessero dato pace. Il che doveva avvenire (ed avvenne) subito dopo la guerra con Licinio e la edificazione di Costantinopoli.
Alessandria aveva il suo Museo, Roma il suo Ateneo; era pur necessario, e non soltanto per desiderio di simmetrie architettoniche, che la nuova capitale del mondo possedesse qualche cosa di corrispondente all’uno od all’altro, od all’uno ed all’altro insieme. E Costantino vi provvide. Non certo con l’erezione di quell’edifizio, che dal numero de’ suoi portici venne denominato Ottagono, e che i cronisti bizantini[527], insieme con la maggior parte degli storici moderni, s’accordano ad attribuire a Costantino ed anche a definirlo un istituto pubblico destinato all’istruzione superiore dei cittadini constantinopolitani[528]. Questo locale, ove — secondo ci si informa — abitavano, mantenuti a spese pubbliche, un collegio di religiosi, non era che un seminario teologico[529] e, quindi, una scuola, espressione di assai più matura fase della civiltà cristiana ed orientale[530]. Ma la vera e propria Università constantinopolitana doveva sorgere altrove.
E sorse, infatti, in quella, che le fonti bizantine denominano la Basilica, e che noi rimaniamo dubbiosi se sia da identificare con la Βασιλικὴ Κινστέρνα o non piuttosto con altro edifizio omonimo, situato sul Campidoglio, nell’ottava Regione costantinopolitana, là dove, più tardi, una costituzione di Teodosio II. ci additerà la sede ufficiale dei docenti le principali discipline, che, al suo tempo, si impartivano alla gioventù della metropoli[531]. Ma, al pari della Κινστέρνα[532], è quasi certo che la seconda Basilica sia stata costruita da Costantino il Grande,[533] sì che l’uno o l’altro edifizio troviamo destinato al pubblico insegnamento già fin dalla giovinezza dell’imperatore Giuliano, che lo frequentava coi suoi condiscepoli e col suo pedagogo, durante il suo primo, breve soggiorno a Costantinopoli[534].
I docenti, che vi insegnavano, non erano certamente dei privati. Ce lo dice, oltre l’analogia con Roma e la universale consuetudine del tempo, il fatto che noi, sin da questo momento, troviamo dei professori ufficiali a Costantinopoli e anche la succennata costituzione di Teodosio II. — la quale regolava definitivamente un assetto di cose, che esisteva da molti anni[535] — da cui si desume come i maestri di discipline liberali, nell’apposito pubblico edifizio sul Campidoglio, fossero degli stipendiati del governo.
Quali discipline insegnassero, noi lo ricaviamo da varie fonti. Giuliano vi cominciò i corsi di grammatica (lingua e letteratura) greca e di retorica;[536] un epigramma dell’Antologia parla a chiare note dell’insegnamento del diritto;[537] i docenti ufficiali, che noi andiamo fin d’ora conoscendo in Costantinopoli, sono maestri di retorica latina;[538] e dal ruolo dei professori, fissati da Teodosio II., come da qualche altra minore disposizione,[539] si desume l’esistenza di cattedre di lingua e letteratura greca e latina, di retorica, di filosofia e di giurisprudenza, di cui almeno quelle fondamentali dovevano avere avuto principio con Costantino.
Chi nominava questi insegnanti?
Sotto Teodosio II. sarà investito di tale diritto ed ufficio il senato;[540] ma tale consuetudine, che già da tempo troviamo in vigore nelle città di provincia, si deve, nella nuova capitale, ritenere sincrona della prima istituzione di quella Università, sincrona quindi del governo del primo Costantino.
III.
Abbiamo così un corpo organico d’istituti imperiali per l’istruzione media e superiore della gioventù. È, dopo questo, supponibile che Costantino non avesse pensato a edificare, in Costantinopoli, almeno una pubblica biblioteca, che facesse degno riscontro alle ventotto, che in quel tempo adornavano la consorella dell’Occidente?[541] Può anzi supporsi che, a Costantinopoli, i giovani, i quali subito vi accorsero numerosi,[542] riuscissero a dedicarsi alle varie discipline, e i vari ordini di docenti, ad attendere al culto della scienza, senza l’ausilio di biblioteche? E poichè una pubblica biblioteca[543] esisteva nella Basilica antonomastica, di cui discorrono le fonti, e che oggi noi non sappiamo se identificare con la Basilica Cisterna, o con i locali dell’Università, sul Campidoglio, e poichè, come in Roma, essa era annessa al massimo istituto cittadino di istruzione, la sua origine si lascia facilmente ricondurre al primo fondatore di quell’edificio e di quell’istituto.
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