[4]. Esattamente: giorni 365, 5h, 48m, 46s.
[5]. L’obietto de l’aritmetica è di formare e rappresentare i numeri e di fare su di essi le operazioni, che hanno per iscopo di determinare le quantità le une con le altre, seconda le vicendevoli relazioni. La geometria, invece, ha per iscopo di studiare la grandezza e la forma dei corpi, prescindendo dalla materia che li costituisce.
[6]. Gli antichi, specie gli Egiziani, scrivevano su carta di papiro, naturalmente assai resistente. E poichè solevano riporre i loro volumi, o piuttosto rotoli, nelle tombe dei morti e talora fasciarne il cadavere imbalsamato, così ci hanno dato il mezzo di conoscere, a tanta distanza, e dopo tante vicende, la loro letteratura.
[7]. Le più antiche perle artificiali egizie risalgono al 3500 a, C.; il vetro più antico, al 1830 circa a. C.
[8]. Tale periodo denominavano saros (= 6585 giorni).
[9]. Progressione aritmetica o per differenza è una serie di termini tali che la differenza fra uno di essi e quello che lo precede è costante. Progressione geometrica o per quoziente è una serie di termini tali, che il quoziente di ciascuno di essi per quello che lo precede è costante. Immaginando una serie di n termini e indicando con r la ragione della progressione geometrica, le due progressioni si formulano algebricamente così:
- Progr. aritm. a, a + r, a + 2r... a + (n — 1) r
- Progr. geometr. a, aq, aq2,... aq[n-1].
[10]. L’algebra non ha per iscopo, come l’aritmetica, di trovare i valori delle quantità che si cercano, ma di trovare il sistema di operazioni che occorrono per dedurne il valore che si cerca, date le condizioni del problema.
[11]. L’unico autore greco, studioso di algebra è — sembra — Diofante (IV sec. di C.); cfr. § 12 A.
[12]. Elea, nella Magna Grecia sulle coste della Lucania.