Ai tempi di Arcadio imperatore (395–408 d. G. C.) ad Imnestri, piccola località situata tra Calcide ed Antiochia, alcuni Ebrei ubbriachi furono accusati di aver attaccato ad una croce un fanciullo cristiano e di averlo ucciso; ne seguì una lotta terribile. Ma questo fatto fu giudicato da Arcadio con equità e furono puniti soltanto i veri colpevoli [(251)].
Nel 1080 gli Ebrei furono tutti banditi dalla Francia, ed i loro beni confiscati, sotto l'accusa di avere, alla loro Pasqua, sacrificato un ragazzino.
Basnage ci narra [(252)], come — sotto il regno di Alfonso X il saggio, Re di Castiglia e di Leon (1252–1284), — tre scellerati di Orsona, città dell'Andalusia, gittassero un cadavere nel giardino attinente alla casa di un ebreo ed accusassero poi questi di averlo ucciso. Questa calunnia essendosi diffusa per la città il popolo massacrò tutti gli Ebrei che gli caddero nelle mani.
Parecchi cercarono un rifugio nelle case dei loro amici cristiani, ma siccome ricorreva la Pasqua, nel qual tempo gli Ebrei non mangiano pane lievitato, e come essi non trovavano naturalmente che di questo, nelle case dei loro amici, poco mancò non morissero di fame, perchè preferivano digiunare ad infrangere la prescrizione religiosa. Gli abitanti di Palma imitarono quelli di Orsona e si dettero a perseguitare ed uccidere gli Ebrei, sicchè questi fecero pregare i loro correligionari di mandar deputati alla Corte per impedire un massacro che stava per diventar generale. I persecutori tenner dietro dappresso ai tre deputati Ebrei che erano stati all'uopo designati. Anzi essi giunsero i primi, perocchè gli Ebrei erano stati obbligati a lasciare le vie battute ed a nascondersi in una foresta per paura di cader nelle mani dei loro persecutori. Giuseppe, capo della Deputazione ebrea, parlò in nome di tutti, con tanta eloquenza che venne ammirato da tutta la Corte. Re Alfonso assolse gli Ebrei dall'omicidio che non era mai stato commesso. Gli accusatori insistevano perchè l'ebreo fosse messo alla tortura, per sapere se egli aveva o meno perpetrato il reato, ma egli potè sottrarsi alla dura prova, chiedendo ed ottenendo si aprisse la tomba da cui era stato tratto il cadavere, per gittarlo nella sua casa.
Simiglianti accuse si produssero in Inghilterra. Nel 1226 gli Ebrei di Norvich furono condannati a 20,000 marche di ammenda per aver voluto crocifiggere un fanciullo [(253)]. Egualmente nel 1255 a Lincoln, dove dopo un simulacro di giudizio, diciotto ebrei furono appiccati ed il piccolo Ugo, il crocifisso, canonizzato.
A Northampton, per delitto di crocifissione, se ne appiccarono cinquanta, e pochi anni dopo, nel 1287, gli Ebrei furono espulsi dall'Inghilterra, dove non ricomparvero che dopo aver ricevuto da Cromwell l'autorizzazione di risiedere a Londra e di costruirsi una sinagoga, di rito spagnuolo [(254)].
Nel 1432 si pretese che Ebrei avessero fatto morire, lardellandolo di colpi di stile, V. Wernher di Bacharach.
Nel 1443 gli Ebrei di Milano, per un'accusa simile, dovettero pagare 20,000 fiorini.
Nel 1475 tre israeliti furono accusati di aver ucciso un ragazzo a Trento, dove la popolazione era stata prima fanatizzata dalle prediche di Bernardino da Feltre [(255)], e tutti gli Ebrei furono messi alla tortura e spogliati di tutto.
Nel 1490, Giovanni di Passamento fu aggiunto alla lista dei santi spagnuoli per il suo supposto martirio a Guardia.