Ingiuria più atroce e più insana di questa, verso la memoria di due Sommi Pontefici, non poteva scagliarsi da nessun ebreo, da nessun ateo, da nessun nemico della Chiesa, ed è bello, è istruttivo sopratutto, che l'abbia scagliata un articolaio della Civiltà Cattolica.

2. Assassinare dei cristiani fanciulli e non fanciulli per servirsi del loro sangue nella confezione degli azimi nelle feste pasquali, questa è legge fondata sul Talmud.

Chi asserisce ha sempre avuto l'obbligo di provare. Noi, per esempio, affermiamo qui anche una volta che l'odio dell'articolaio e dei pari suoi contro il Talmud proviene da ciò: che, mentre essi desiderano la immediata conversione degli Ebrei (V. Civiltà Catt., Quaderno 814, p. 487), quel libro tanto esecrato giovò specialmente a confermare gli Ebrei nella loro fede, e, siccome lo affermiamo, lo proviamo subito, citando le parole di un autore ultra-cattolico, il Rohrbacher [(280)]: “Questa raccolta di tradizioni farisaiche (il Talmud) chiosate, predicate dai rabbini, è appunto, siccome pare, il maggior impedimento alla conversione dei giudei”.

L'articolaio invece, asserendo che nel Talmud è fatta agli Ebrei prescrizione di celebrare l'orrendo rito, afferma, ma non prova, e sì che la prova qui era tanto facile e semplice, bastava citare il trattato ed il foglio del Talmud dove si trova imposto agli Ebrei il nefando rito.

Ma questo l'articolaio non potè fare per una ragione semplicissima; ed è che frammezzo alle bellissime cose ed alle matte stranezze di cui riboccano i dodici volumi in foglio del Talmud, non vi è una riga, neppur una, che possa, per quanto torta e ritorta, venire in appoggio alla bieca accusa.

Sa invece l'articolaio cosa c'è nel Talmud?

Legga l'articolaio, se li sa leggere, per tacer d'altri, i trattati Choiln, Keridut, Pesachim, Jebamoth, Zevachim e vi troverà ad ogni pie' sospinto rinnovato il divieto fatto agli Ebrei dalla Bibbia [(281)] di cibarsi di sangue, e non solo lo troverà rinnovato, ma lo troverà aggravato da tutte quelle siepi che, secondo il detto talmudico, i Rabbini si sono piaciuti a porre attorno alla legge di Dio per renderne più sicura la osservanza. E perciò non soltanto troverà vietato l'uso del sangue di animali, ma troverà minuziose, ridicole prescrizioni perchè i cibi sieno preparati in modo che non vi rimanga la più piccola traccia di sangue, troverà persino fatto divieto all'ebreo di inghiottire il boccone che ha in bocca, se per caso venisse, mentre lo sta masticando, ad uscirgli una goccia di sangue dalle gengive, o di sorbire un uovo nel quale si trovi una goccia di sangue.

Rida finchè vuole l'articolaio di queste minuzie e noi rideremo con lui, e di buon cuore; ma, vivaddio, non accusi coloro che le osservano di pasti da antropofaghi.

Che se poi l'articolaio fosse vago di sapere cosa pensano i padri del Talmud dello omicidio, gli diremo che al tempo delle persecuzioni di Trajano, raccoltisi i maestri del Giudaismo in segreto consiglio, stabilirono: che qualunque ebreo potesse tenersi sciolto dall'obbligo di adempiere i riti religiosi, ognora che ne potesse seguire pericolo di morte; e che solo per sottrarsi a un atto di idolatria, all'omicidio e all'adulterio fosse cosa onorevole e giusta, spendere la propria vita [(282)].

E questa opinione è cento volte ripetuta nel Talmud dove a tacere d'altri mille passi si legge anche il seguente: