“Queste voci sinistre, aggiunte ai gridi strazianti delle desolate madri, infiammarono gli spiriti. Parecchi uomini si aggiunsero loro e divennero furiosi. La sommossa ebbe principio nel sobborgo Sant'Antonio, ma ben presto i disordini si estesero in tutti i quartieri di Parigi. Ogni agente di polizia che cadeva in potere dei tumultuanti era messo a brani. Il popolaccio si dirigeva al palazzo del luogotenente di polizia, e non avrebbe tardato ad investirlo. Il luogotenente di allora, Berrier, che si era reso odioso per la sua aria dura e il suo procedere tirannico, fuggì. Qualcheduno dei suoi dipendenti, meno timido, fece aprire le porte. Questo colpo ardito intimidì i più furiosi; credettero si volesse loro tendere un agguato, e che una voragine stesse per aprirsi sotto i loro piedi e restarono immobili. Intanto le guardie francesi e le guardie svizzere si radunarono. Si aggiunsero loro due compagnie di moschettieri della guardia e diversi corpi della Casa del Re. Le orde indisciplinate dei tumultuanti furono circondate. Si mise la mano sui più accaniti dei quali la forca fece giustizia, gli altri fecero giudizio.

“Qualche mese dopo venne l'epoca del viaggio che il Re faceva annualmente a Compiègne. Per recarvisi si passava abitualmente da Parigi. Luigi XV non volle onorare colla sua presenza una città che aveva osato rivoltarsi, qualunque ne fosse stata la causa, e fece costruire in tutta fretta una strada fra Versailles e Saint Denis in modo da potersi recare al suo destino senza dover attraversare Parigi. È questa la strada che dicesi le chemin de la Révolte.”

Come si vede dalle, forse troppo numerose, citazioni che siamo venuti facendo, basta che un bambino sparisca, perchè subito il popolo farnetichi di bagni di sangue umano, di atroci riti religiosi, e si ricusi, sino a che l'evidenza non venga a convincerlo, a cercarne la spiegazione in qualche volgare delitto. Ci si consenta un'ultima citazione per provare la strana vitalità di tale superstizione che il volgo degli indotti e dei semi dotti, accoglie e ripete, per poco che gli accusati, o si elevino come i Papi ed i Re che abbiamo citato, al dissopra del comune per la loro posizione, o si circondino come i primi Cristiani, i Luciferiani, i Templarii di quel mistero che colpisce sempre le immaginazioni popolari.

Una rivista mensile che si pubblica a Mosca, il Messager russe, in un articolo riprodotto in giugno 1819 da diversi giornali francesi [(305)] ci ha fatto conoscere gli usi di due sêtte ancora esistenti in Russia, i Khlysty e gli Skoptsi [(306)] (mutilati).

Riti sanguinari, o pretesi tali, furono denunziati allo imperatore Alessandro in una memoria del metropolitano di Mosca. Secondo questa memoria, di cui un giornale di Pietroburgo pubblicò dei frammenti, quando una ragazza incompletamente mutilata concepisce, per opera di un uomo estraneo alla setta, e mette al mondo un ragazzo di sesso mascolino, gli Skoptsi, considerando questa nascita come un avvenimento miracoloso e come una benedizione del cielo, immolano il neonato alla mezzanotte del settimo giorno dopo la sua nascita; lo lavano in seguito nell'acqua tiepida, avendo cura di spremere dalla sua ferita la maggior quantità di sangue possibile. L'acqua in cui il fanciullo è stato immerso si conserva come cosa sacra. Quanto al corpo è deposto in un vaso pieno di zucchero polverizzato dove si giunge a disseccarlo. È in seguito ridotto in polvere, e questa polvere entra nella confezione dei pani consacrati che i settari tagliano a pezzi e distribuiscono agli assistenti alla fine delle loro riunioni. È questo ciò che essi nominano la grande comunione della carne dell'agnello, in opposizione a quella di sangue che si fa con quella con cui la vittima venne purificata. I giornali russi assicurano che questi fatti, denunciati dal metropolitano di Mosca, Mgr. Platone, vennero constatati da una inchiesta ufficiale.

Potremmo citare altri fatti a dozzine per provare che questa accusa di giovarsi del sangue umano pei riti tenebrosi è vecchia quanto il mondo, ma ogni cosa ha un limite e temiamo ne abbia uno anche la pazienza dei lettori che consentirono a seguirci sin qui, sicchè ci limiteremo a citare un ultimo fatto quasi incredibile. Chi vorrebbe credere infatti che un dotto letterato francese, e cattolico di nascita, se non di convinzione, Arsène Houssaye potè, non sono ancora cinque anni, calunniare i cattolici, di epoche a noi vicine, asserendo che sino al xv ed al xvi secolo si massacravano dai cattolici dei bambini per convertire in reliquie i loro ossami?

Traduco letteralmente un brano di un articolo dell'Houssaye, sul museo Basilewski, pubblicato nel Gaulois del 24 dicembre 1879:

“Ecco per esempio uno smalto che rappresenta il Massacro degli Innocenti. Cosa pensereste se io vi dicessi che più di una chiesa in Francia contiene ancora delle cripte in cui si trova il pozzo dei sacrifizi? Si conosce così male la storia che non mi si crederà quando affermerò che, sino al quindicesimo secolo, e fors'anche fino al sedicesimo, vi furono il venerdì santo dei fanciulli immolati. A Caen e a Tournus si trovarono degli ossami che fanno fede ancora di questi sacrifizi umani — perdonatemi il sacrilegio — volevo dire inumani”.

Provata dunque la facilità con cui simili accuse calunniose si riprodussero sempre, e trovarono sempre credenza, qual meraviglia se bastò qualche assassinio isolato e non ispirato certamente a scopo religioso, perchè se ne accusassero gli Ebrei, quegli Ebrei che a Strasburgo, nel Delfinato ed altrove, si erano, ben inteso sotto la tortura, confessati autori della peste, sicchè fu necessaria una bolla del papa che li scagionasse dalla strana accusa [(307)], quegli Ebrei che dovevano ritenersi capaci di ogni scelleraggine [(308)] dacchè San Giovanni Grisostomo [(309)] aveva potuto dire che “le sinagoghe erano case di prostituzione, covili di bestie feroci, domicilio dei Demoni e che non vi si adorava Dio, perchè non vi si adorava il figlio, e che colui che conosce il padre conosce il figlio e che il culto che vi si rende si termina al Demonio perchè Dio l'ha abbandonato.”

Quando personaggi, come San Giovanni Grisostomo, coi loro scritti, rendono siffattamente odiosa una parte della popolazione, non deve recar meraviglia che ogni più strana accusa contro di questa trovi credenza.