Data la facilità con cui il volgo crede sempre ad accuse di questa natura, data l'ignoranza dei tempi, dato il fanatismo contro gli Ebrei, eccitato dal Grisostomo, e dai troppo numerosi suoi seguaci, dobbiamo anzi meravigliarci assaissimo se tutte le volte che furono accusati di aver assassinato un cristiano non furono condannati, ed invece abbiamo già veduto come, in tutti i tempi, uomini imparziali ed onesti, di tutte le credenze, abbiano protestato contro la calunnia di cui eran vittima gli Ebrei.

Ma se è agevol cosa il dimostrare l'assoluta falsità della accusa mossa agli Ebrei di giovarsi di sangue umano per scopi rituali, o magici [(310)], sarebbe impossibile il dimostrare che qualche bambino cristiano non sia caduto talvolta vittima di un assassino ebreo.

Gli Ebrei erano nei secoli passati universalmente odiati. Quando la Chiesa Cristiana aveva raggiunto nel mondo civile il suo ideale, l'unità della Fede, gli Ebrei soli, razza maledetta e dispersa, restarono a guastare la simmetria ammirabile di questa unità.

In mezzo a popoli che, concordi, piegavano le ginocchia dinanzi al Redentore del Mondo, restavano soli a negarlo i pochi ed avviliti discendenti di coloro che lo avevano trascinato al disonor del Golgota.

Qual meraviglia che perciò soltanto essi fossero oggetto della universale esecrazione? [(311)] Oppressi, umiliati, fatti segno ad ogni più orrenda persecuzione, gli Ebrei reagivano colle armi dei deboli, e le armi dei deboli non furono mai generose.

Da qui recrudescenza d'odio nei persecutori, e l'odio non partorì mai amore, che si sappia.

Chi potrebbe negare che qualche Ebreo, cacciato dalla patria, insidiato nella sua fede, nei suoi averi, diseredato persino del culto dei propri morti, come troppo spesso avveniva nei tempi più caliginosi del medio evo, imbattendosi un giorno nel figlio di uno dei suoi oppressori, lo abbia sgozzato?

Chi rivangasse gli annali del delitto, in tutti i paesi, vi troverebbe registrate a centinaia storie di innocenti fanciulli uccisi da vigliacchi assassini per vendicarsi dei loro parenti.

E quantunque le statistiche criminali di tutti i tempi e di tutti i paesi ci provino come l'Ebreo rifugga dal sangue, vorremmo, potremmo noi negare, che mai uno di questi assassini sia stato ebreo, una di queste vittime cristiana?

Certamente no; ma la stessa franchezza con cui noi, senza averne le prove — perchè, ripetiamolo, non son prove per noi quelle estorte dalla tortura — pure riconosciamo non impossibile che qualche fatto di questo genere abbia potuto accadere per opera di un individuo ebreo, spinto da un sentimento di vendetta, questa stessa nostra franchezza ci dà diritto ad esser pienamente creduti allorquando recisamente neghiamo che gli Ebrei abbiano per precetto religioso di valersi in certe cerimonie del sangue di un fanciullo cristiano.