Ammettiamo pure una di queste isolate vendette. Nessun processo ne fa fede, perocchè agli occhi dell'odierna critica non hanno valore i processi istituiti sotto il regime della tortura; ammettiamo pure questo caso isolato, che ci gioverà a comprendere, a spiegarci come l'orribile calunnia abbia potuto esser messa in giro la prima volta, ma respingiamo, fino a che non saranno addotte prove categoriche in argomento — e sarà impossibile addurle, perchè non esiste il fatto — ogni accusa generica che si volesse formulare contro gli Ebrei a tale proposito.

Tanto varrebbe, perchè un Umiliato attentò alla vita di San Carlo Borromeo, perchè un prete assassinò un Arcivescovo di Parigi, dire che i frati e i preti cattolici hanno per dovere religioso di ammazzare Santi ed Arcivescovi!

È certo che dacchè esistono Cristiani ed Ebrei qualche ebreo avrà ammazzato un cristiano; è probabile, probabilissimo anzi, che qualche fanciullo cristiano sia caduto vittima di un assassino ebreo, ma non è nè certo, nè probabile, nè possibile che l'assassino sia stato mosso da scopo religioso a compiere il suo misfatto.

Ciò invece che, se non è certo, è però assai possibile ed assai probabile è che, accaduto, per chi sa qual motivo, l'eccidio di un fanciullo cristiano ad opera di un ebreo, i nemici degli Ebrei — quelli stessi che andavano diffondendo contro di loro le più strane ed inverosimili accuse — si siano fatta un'arma di questo fatto isolato per coinvolgere tutti gli Ebrei nella stessa accusa, accusa che, già lo vedemmo, deve essere facilmente accolta dai volghi come quella che fu spesso lanciata or contro l'uno or contro l'altro.

Abbiamo detto però e ripetiamo che se vi era un popolo che dovesse andar immune da questa orribile accusa era certamente il popolo ebreo.

Abbiam veduto come la Bibbia e il Talmud in più luoghi vietino agli Ebrei l'uso del sangue. Ma non basta, chè lo stesso Maimonide ci dice il perchè gli Ebrei abborriscano l'uso del sangue; apriamo il suo libro Morè Nebuchim, parte iii al capo 46 e troveremo: “Sappi che quantunque non vi fosse nel concetto degli idolatri cosa più immonda ed impura del sangue, nientedimeno essi lo mangiavano, perchè stimavano che fosse il cibo de' demoni, e che colui, che di esso sangue si alimentasse, acquisterebbe una qualche famigliarità e stretta comunicazione con essi demoni, sicchè questi dovessero rivelar loro il futuro, secondo crede il volgo che essi demoni sogliono fare. Ad alcuni però tra questi idolatri, tornava difficile mangiare il sangue, cibo per sè stesso all'umana natura ripugnante. Questi, quando scannavano qualche animale, ne prendevano il sangue, lo raccoglievano in qualche vaso e, sedendo attorno a questo vaso, mangiavano la carne di esso animale. Si persuadevano, così, che mentre essi mangiavano la carne, i demoni mangiassero il sangue, loro prediletto cibo, e che in questo modo potessero contrarre secoloro amicizia, famigliarità e fratellanza, perchè tutti mangiavano ad un desco e insieme banchettavano. Credevano inoltre che i demoni dovessero apparir loro in sogno; avvisar loro quel tanto che dovea succedere ed esser loro di grandissimo giovamento.” Fin qui il Maimonide.

Anche lo Zohar, libro a cui taluni ebrei vogliono annettere molta importanza, commentando il capo 17 del Levitico, dice queste parole, parlando degli incantesimi e dell'arte magica esercitata dagli Egiziani: “Quando gli Egiziani si ragunavano per fare i loro incantesimi, andavano al campo in un monte alto assai, facevano una fossa in terra e spargevano sangue intorno ad essa, ragunavano il rimanente del sangue in essa fossa, offrivano i loro sacrifici agli spiriti maligni, e contraevano famigliarmente tra loro in esso monte. Gli Ebrei i quali erano schiavi in Egitto si accostavano a quelli, e preparavano quel sangue e offerivano il sacrifizio, si radunavano questi spiriti maligni, e apparivano loro in figura d'Irchi irsuti e dicevano loro quel tanto che essi addomandavano.”

O ammettere dunque, con San Giovanni Grisostomo, che gli Ebrei adorino il Demonio, o riconoscere che essi non possono aver mai fatto uso di sangue, e tanto meno di sangue umano.

E davvero è strana la persistenza di una simile calunnia contro una religione i cui maestri, i cui dottori predicarono dottrine diametralmente opposte. Mosè Nachmanide che fiorì nel xii secolo in Ispagna e che era considerato come il supremo maestro fra i Rabbini, e chiamato per antonomasia il dottore [(312)], lasciò scritto nel suo libro dei Precetti: “Ci è ordinato di curare la vita dei Cristiani, salvarla con tutte le nostre forze da pericolo di morte, p. e. quando sono caduti in acqua o sepolti sotto le macerie”. Giuda il Pio, vivente a Ratisbona nel sec. xii nel suo libro dei Pii dice: “Nel trattare coi non Israeliti, studiati di usare la stessa onestà come cogli Ebrei: se un Ebreo vuol uccidere un cristiano dobbiamo assister quest'ultimo; se a te si rifugia un omicida, non gli accordare protezione, anche se fosse un ebreo”.

Come dunque malgrado tutto ciò l'accusa potè diffondersi ed acquistar credenza? Ecco la domanda che molti mossero ed a cui nessuno potè dar risposta soddisfacente.