“L'anno 1271, nel borgo o villaggio di Pfortzheim, una vecchia, divenuta famigliare cogli Ebrei, vendette loro, per esser uccisa, una figlioletta di sette anni, che aveva perduti il padre e la madre. La distesero su molti drappi, le posero alla bocca una sbarra, le fecero delle incisioni a quasi tutte le giunture delle membra, ne spremettero a viva forza il sangue ed accuratamente lo raccolsero entro pannilini. Quando dopo questi tormenti, fu estinta, la gettarono nel vicin fiume, e vi ammassarono sopra un mucchio di pietre. Il terzo e quarto giorno la trovarono alcuni pescatori per un braccio levato verso il cielo. Fu riportata nel borgo: il popolo gridava con orrore non altri, che gli Ebrei avere commesso quel misfatto. Il margravio di Baden, che trovavasi nelle vicinanze, vi accorse. Tosto il corpo, levatosi a sedere, stese le mani verso il principe, quasi per chieder vendetta o misericordia, e dopo mezz'ora si ricoricò cadavere. Essendo stati condotti gli Ebrei a questo spettacolo, tutte le ferite cominciarono a bollire ed a sparger sangue in copia. Il grido del popolo levavasi sino al cielo domandando vendetta. Dietro alcuni indizi la vecchia viene arrestata e convinta, principalmente dalla confessione della giovinetta (!!!), che rivelò tutto. Gli Ebrei che avevano messo mano sulla giovane vittima furono presi, arruotati ed appiccati colla vecchia: due di essi si scannarono a vicenda fra loro. Ecco quanto riferisce Tommaso sopracitato, sulla testimonianza di due frati predicatori, Rainieri ed Egidio, che furono a Pfortzheim tre giorni dopo l'avvenimento.”

Chiediamo ancora venia al lettore se lo abbiamo tediato con la riproduzione di queste insensate leggende, ma abbiamo voluto farlo, perchè, dalle pagine del Rohrbacher scaturisce un argomento irresistibile a favore della assurdità dell'accusa mossa agli Ebrei.

Fatti di questo genere non si possono scindere; non si può accettare ciò che conviene e respingere il resto. O bisogna riconoscere che tutti i fatti narrati dal Rohrbacher sono parto, nella migliore ipotesi, di una malata fantasia, o bisogna credere ai cadaveri irradiati da luce celeste, ai morti respinti dalle tombe, alle nutrici risuscitate ed a tutte le assurdità che il buon professore della Università di Lovanio è venuto accumulando.

Già questi miracoli parevano sospetti fin dai secoli scorsi ad uno scrittore protestante, il Basnage, che scriveva:

“Nè si può tacere a discarico degli Ebrei che oltre queste ragioni se ne hanno altre che aumentano il sospetto. Sono i miracoli che accompagnano quasi sempre la morte del crocefisso. Non è meraviglioso che la terra abbia tremato allorquando morì G. C., era il Signore di gloria che veniva crocifisso. Ma le si prestano emozioni più frequenti per uomini volgari che per Gesù Cristo. Essa respinge i cadaveri e lo fa parecchie volte, e non può soffrire che si rinchiudano nel suo seno; ne abbiamo visto un esempio nel fanciullo cui si erano strappate le viscere per servirsene in operazioni magiche, cosa non meno sospetta del resto.

“Ma ce n'è un altro più famoso in Turingia, perchè gli Ebrei, cui si fa scegliere la vigilia di Pasqua per simili delitti, avendo ucciso un fanciullo a nome Corrado, portano il corpo morto in diversi luoghi della Turingia senza poterlo seppellire.

“Sortiva sempre dalla tomba, perlocchè furono costretti di appiccarlo ad un albero. Il delitto fu perciò rivelato, ed allora non vi fu piccolo o grande che non si gittasse sugli Ebrei e non si insozzasse le mani nel loro sangue. Si vide una luce sul corpo di un fanciullo a Vesel 37 anni dopo, e di più il cadavere esalava un odore così buono che lo si trasportò in un tempio dove operò sorprendenti prodigi, ma gli Ebrei se la cavarono con denaro. Questa specie di racconti pieni di miracoli e riferiti dai Leggendari avvezzi a correr dietro a simili finzioni, sono assai sospetti” [(323)].

E davvero non può non sembrar strano, che mentre Santi poterono essere martoriati e straziati in mille guise senza che Dio, ne' suoi imperscrutabili fini, manifestasse il suo corruccio con segni visibili agli umani, mentre pii e dotti Presuli sopportarono atroci martirii senza che la natura si commovesse, mentre Pier Luigi Farnese potè infliggere l'ultimo degli oltraggi al vescovo di Fano e Sciarra Colonna percuotere Bonifazio VIII, senza che nessun prodigio rivelasse l'ira celeste, bastava che un ebreo fosse accusato di aver ucciso un poppante cristiano perchè quel poppante divenisse d'un tratto un taumaturgo!

E, cosa più strana ancora, le uniche fra le pretese vittime degli Ebrei, che non abbiano fatto miracoli, sono quelle il cui eccidio si sarebbe compiuto in epoche a noi vicine, benchè tra queste vi fosse il davvero venerando padre Tommaso da Calergiano assassinato a Damasco nel 1840 [(324)].

Ora, noi abbiamo tutto il rispetto per la Religione, ma crediamo che questo rispetto non ci obblighi a confondere, cogli eterni dogmi della Religione di Cristo, le invenzioni di pochi fanatici, che mostrano col loro esempio quanto giustamente il Voltaire asserisca che il fanatismo sta alla superstizione come la rabbia alla collera.