[(11)] Cade proprio in acconcio notar qui che lo stesso Governo russo, che deportava in Siberia monsignor Felinsky, il venerando Arcivescovo di Varsavia, puniva più volte colla carcere e coll'esilio il patriottismo dell'illustre Michel B. Meisel, Rabbino di quella città.

[(12)] I nostri lettori troveranno fra i documenti un discorso dell'eminentissimo cardinale Manning, il quale ci dà la vera opinione della parte pensante del partito cattolico sulla questione semitica.

[(13)] Ci sia concessa una lieve digressione. È uno spettacolo che solleva l'animo del pensatore quello che ci offrirono quasi contemporaneamente gli Annales de philosophie chrétienne, invitando un ebreo a discutere nelle loro colonne la questione semitica, e la Société des Etudes juives di Parigi, chiamando nel suo seno un non israelita a dissertare “sul Giudaismo e sul Cristianesimo.” Malgrado i gufi, che tentano di oscurare il sole, è d'uopo convenire che siamo assai lontani dai tempi di San Luigi, Re di Francia (Cfr. Joinville, p. 11) quando un cavaliere, trovandosi presente ad una di quelle discussioni che allora frequentemente avvenivano fra sacerdoti cattolici e rabbini ebrei, sulla prevalenza delle rispettive religioni, vedendo come gli ebrei avessero il sopravvento nella discussione, stese morto ai suoi piedi con una bastonata l'ultimo rabbino che aveva parlato, dicendo ai preti cattolici, in atto di rampogna: “Vous avez fait folie d'avoir occasioné telle dispute d'erreur.

[(14)] Queste linee erano già scritte, allorchè ci venne fatto di leggere nella Revue Britannique (luglio 1883) un dotto articolo, tolto dall'Edimburgh Review, nel quale si accenna appunto allo spirito di odio e di persecuzione che oggi si manifesta sotto il falso nome di liberalismo repubblicano.

[(15)] Non faccia meraviglia se in questo nostro lavoro, ispirato, osiamo vantarcene, ai principî della maggiore tolleranza, ci accada di paragonare sovente i Gesuiti agli ebrei. Sì gli uni che gli altri furono perseguitati da nemici, i quali, ben più che osteggiarne i principî, miravano ad attribuirsene le ricchezze; contro gli uni come contro gli altri si ripeterono le stesse accuse di usure, di accaparramenti, di massime antisociali, sicchè non è raro vedere nelle opere antigesuitiche del secolo scorso i Gesuiti paragonati agli Ebrei. Ho sott'occhi, per esempio, i “Lupi smascherati, Ortignano, nell'officina di Tancredi e Francescantonio padre e figlio Zaccheri di Strozzagriffi, mdcclx” libello antigesuitico, attribuito all'abate Capriata, ed a pag. 57 (nota) trovo: “I principi l'hanno rigettati da loro [i gesuiti] e sono omai riguardati come Giudei.