Riccardo Simon (1638–1712) fu celebre critico e scrittore di cose religiose; la sua maggior celebrità è dovuta alla sua Storia critica del vecchio e del nuovo testamento, per la quale ebbe a sostenere una guerra atroce da parte del Bossuet.
La difesa, che il padre Simon scrisse a favore di Raffaele Levi, fu la prima sua pubblicazione che levasse qualche rumore. Sarebbe però assolutamente erroneo il giudicare il Simon un giudeofilo; combattendo la stolta accusa egli non obbediva che a quei sentimenti d'onestà ch'eran in lui connaturali. Le seguenti parole lo provino: “Io so, egli scriveva in tale proposito, che tale nazione ci odia mortalmente, ma noi dobbiamo mostrarle come pratichiamo verso di lei la massima del Vangelo che ci comanda di amare i nemici nostri”.
[(274)] Civiltà Cattolica, XI serie, vol. 7, pag. 474.
[(275)] Raynald, Ann. Eccl., tomo xiii, a. 1235, n. 20; e 1236, n. 48.
[(276)] Raynald, op, cit., n. 84.
[(277)] Anche il popolo talvolta rese giustizia agli Ebrei. Victor Tissot nel suo libro Les Prussiens en Allemagne (Paris, Dentu) ci narra a pag. 56: “Due lampade d'oro, sospese alla volta della Sinagoga di Worms, ardono da sette secoli in memoria di due cristiani che si fecero ammazzare per salvare dal furor popolare alcuni ebrei accusati di aver mangiato dei bambini. Ancora attualmente si celebra un servizio funebre nel giorno anniversario della loro morte.” Forse da questo tributo di gratitudine ha origine il proverbio popolare tedesco che suona: Ebrei di Vorms, buona gente.