L'articolaio ha dimenticato che il buon Fra Ginepro ha violato, non uno ma due precetti noachitidi — tanto è vero che i precetti della legge morale sono strettamente connessi gli uni cogli altri — ed ha violato proprio un precetto che Dio ha dato, non soltanto a Noè, ma a Mosè sul Sinai, che la Chiesa cattolica ha conservato fra i comandamenti di Dio, e che i codici penali di tutti i paesi del mondo, non cannibale, hanno accolto nelle loro ampie braccia: Settimo: Non rubare.
Non farò io colpa a Fra Ginepro del furto commesso e della crudeltà di cui si rese colpevole verso quel povero porco; il fervore della carità giustifica colpe ben più gravi che non sian quelle del buon fraticello, ma chieggo a V. S. Illma di indicarmi una nazione civile, un uomo solo, il cui senso morale non sia completamente ottuso, che consenta a recidere un membro ad un animale vivo per cibarsene.
Allorquando i Talmudisti scrivevano non si conosceva morale indipendente; sola sorgente di ogni morale era Dio; se essi posero sotto la salvaguardia di Dio un precetto che Dio non ha certamente rivelato a Noè, ma che ha scolpito nel cuore di ogni uomo, vorrà Ella farne colpa agli Ebrei? E lo potrebbe Ella, pensando con quanto accanimento i giornali di parte sua, e forse la stessa sua Civiltà, perseguitarono la vivisezione, certamente altrettanto crudele quanto l'atto di Frà Ginepro, ma, forse, giustificata dal grande incremento che apporta alle anatomiche discipline?
Creda, creda pure l'articolaio, che il mondo civile intero professa il precetto noachide di non mangiar carne strappata ad animali vivi.
Sed majora premunt. Al dire degli Ebrei, i Cristiani sono idolatri, quindi non osservano i sette precetti noachitidi e quindi sono esclusi da quella che l'articolaio suo chiama, elegantemente, fratellanza giudaica.
Non uso a valermi di altre espressioni, dirò soltanto che in questa argomentazione sono altrettante le inesattezze quante le parole. Gli Ebrei negano la divinità di N. S. Gesù Cristo — se non la negassero, non sarebbero Ebrei — ma ammettono e riconoscono che i Cristiani lo adorano, non come Uomo, ma come Figlio di Dio. Potranno deplorare questo, che per essi è un errore, ma non cadono nell'altro di non comprendere che l'Unità di Dio, il monoteismo, è dogma anche pei Cristiani. Non adorano certamente la Santissima Trinità, non si arrogano di spiegare ciò che è mistero per la Religione cristiana, ma sanno che il dogma della Trinità non esclude il monoteismo. E se il suo articolaio conoscesse almeno di nome la Cabbala e le opere di Knorr, di Rosenroth, di Reuchlin e di Rettangel, non ignorerebbe che nella Cabbala — che gli Ebrei, come Ebrei, non hanno del resto in nessun conto — si trovano parecchie allusioni favorevoli al dogma della Trinità.
Ma senza perderci in questioni cabalistiche, lo stesso articolaio non cita a pag. 732, vol. vi, queste parole del Maimonide? “La concezione, colui che concepisce e chi è concepito sono in Dio tre modi di essere i quali non costituiscono che la stessa essenza, nè formano punto una pluralità.”
Io non mi sento di addentrarmi nel ginepraio di una discussione teologica o filosofica, ma parmi, che queste parole provino abbastanza chiaramente che, nella mente del massimo filosofo e teologo ebreo, il dogma della Trinità non è incompatibile col monoteismo.
Parmi adunque aver dimostrata falsa ed insussistente la calunnia che il suo articolaio addebita agli Ebrei adunati a Parigi di avere, con un abile gioco di parole, manifestato il loro odio verso i popoli non israeliti, facendo credere a sentimenti di fratellanza cui avrebbe repugnato la loro religione. Ma, ad esuberanza, voglio addurre una altra prova.
Il suo articolaio, che a pag. 485 del vol. v enumera abbastanza esattamente i precetti noachitidi, si accorge poi che tutta la sua argomentazione, per provare che, a giudizio degli Ebrei, i Cristiani non osservano quei precetti, claudica, zoppica. Ed allora cosa fa quel bravo signore, che in parecchi luoghi del suo articolo accusa gli Ebrei di aver falsato la Bibbia, con un tratto di mala fede, veramente rabbinica, a pag. 99 del vol. vii, include fra i precetti noachitidi, risum teneatis, la circoncisione! Tantae molis erat provare che gli Ebrei non credono che i Cristiani osservino i precetti noachitidi!!