[3º L'Antisémitique (giornale) — Montdidier.]

Abbiamo sormontato quel disgusto che ad ogni uomo onesto ispirano la menzogna la più impudente e la calunnia la più schifosa, ed abbiamo letto, con scrupolosa attenzione, i primi dieci numeri dell'Antisémitique che vede la luce a Montdidier collo scopo apparente di combattere gli Ebrei, collo scopo reale di combattere le convenzioni ferroviarie proposte dal ministero francese, e di farsi gettare nelle fameliche fauci un'offa dal Barone di Rothschild.

Il nostro coraggio nel leggere il giornale-libello non vogliamo sia inutile, sicchè daremo ai lettori nostri una breve recensione dell'immondo fogliaccio.

A dimostrare la sciocchezza e l'ignoranza crassa dei redattori di quel giornale, addurremo tre prove soltanto.

Nel suo sesto numero, annoverando gli Ebrei che occuparono altissime cariche in Europa, pone fra questi, non lo si indovinerebbe in mille, il cardinale Antonelli! E quasi ciò non bastasse, nel numero 8, ribadisce la strana asserzione con queste precise parole: Le feu cardinal Antonelli qui était juif de sang et de naissance.

Come meravigliarsi dopo ciò che lo stesso giornale che tratta da ebreo un cardinale di Santa Chiesa, affermi, con sicumera tutta propria, che gli Ebrei esalano un odore speciale? e come meravigliarsi che difetti a tal segno di logica, da pubblicare, nel suo numero 9, una lettera d'un tal di Hervilly, — che pare voglia farsi credere letterato e poeta — il quale si lagna di tre scortesie ricevute dal conte di Larochefoucauld duca di Bisaccia, uno dei capi del partito cattolico francese, dalla duchessa di Magenta, la cui severa pietà è universalmente nota, e dalla principessa Riccardo di Metternich e trova che la colpa è, risum teneatis, degli Ebrei, che hanno bandito di Francia la cortesia francese!!

Parmi bastino questi tre esempi, a dimostrare che l'organo magno dell'antisemitismo francese è redatto da idioti; uno solo basterà a provare che è redatto da malvagi e lo trarrò dal solo articolo del giornale in cui non sia discorso di Ebrei.

È inserito nel numero 10 del giornale ed è tutto rivolto contro gli inglesi. E l'immondo libellista osa proporre che — in caso di guerra tra la Francia e l'Inghilterra — la Francia, calpestando i trattati che seguirono la guerra di Crimea, ristabilisca le lettere di marca e, per danneggiare la nemica potenza, si valga dell'opera infame dei corsari!!

Davvero che vi è da arrossire di dover, nell'ultimo quarto del xix secolo, occuparsi di tali sanguinose aberrazioni.

Noi toccheremo dunque di questo giornale, soltanto perchè pur troppo, nel secolo nostro che pur si vanta illuminato, non vi ha voce, per quanto uscita da infame luogo, che non possa produrre le sue conseguenze.