Ma lo stesso amico che mi inviò l'opuscolo, mi previene ora che si è trovata nel Veneto una accolta di persone, non so se più imbecilli o maligne, per acquistare molte copie dell'opuscolo del bey e diffonderlo a larghe mani; è dunque forza occuparsi di questo libricciattolo e lo faremo.

Chi è Osman bey? La sua grafomania lo ha spinto a rivelarcelo egli stesso in un libro che col menzognero titolo: Gli Inglesi in Oriente [(335)], non è che la storia sua e della sua famiglia. In quell'opuscolo il bey gitta a piene mani l'oltraggio sulla nobile figura di suo padre, il dottor Giulio Millingen, egregio medico e pubblicista inglese dimorante in Oriente, e su una sua stessa sorella, di cui tutta Venezia onora la profonda pietà, l'intemerato carattere, la contessa Evelina Millingen ne' Pisani.

Il bey è un rinnegato di tutte le nazioni, di tutte le religioni. Nato inglese, lo troviamo poi or turco, or russo; anglicano dapprima, poi cattolico e conte del papa, poi musulmano, ed ora crediamo greco-scismatico, il bey fu sin dalla sua prima infanzia il protagonista di un dramma religioso [(336)].

Adesso lo troviamo animato da un odio veemente, implacabile, contro gli Ebrei.

Duplice è la causa di quest'odio.

Il povero bey ha due nobili passioni nel cuore. Detesta, esecra la sua famiglia e la sua patria: l'Inghilterra.

Ora, sua sorella, costretta da lui ad una lite assurda, temeraria, affidò le sue ragioni ad un avvocato ebreo, l'illustre comm. Diena, onore del veneto foro, che ebbe anche l'impudenza di vincerla.

Apriti cielo; il bey impugna la sua penna e scrive, in sua favella, queste belle parole [(337)].

“Che una dama ultra-cattolica sia ridotta a farsi difendere da un israelita, non è la minore anomalìa che abbella codesto dramma.”

Questo per la famiglia.