Del resto, a che occuparsi degli spropositi storici di questo spaccamontagne cosmopolita, quando essi non son messi là che per provare un asserto incomprensibile?

Ciò che il bey vuoi provare è questo:

“L'interesse costituisce un centro verso il quale convergono le aspirazioni e le ingordigie umane; dunque il suo possesso equivale al dominio universale.”

Se tu, o bey, sei maggiore come scrittore, compiango i briganti che tu dovevi proteggere per ordine del tuo degno generale.

Più ho letto quel periodo, e meno l'ho capito. C'è un suo sopratutto che non posso capire a che cosa si riferisca, e sì che bramerei saperlo, perchè saprei allora cosa occorra possedere per ottenere, secundum bey, il dominio universale.

Un'altra accusa, tu, o bey, fai agli Ebrei. A tuo poco illuminato giudizio, essi hanno eretto ad assioma il principio dell'antagonismo perpetuo fra gli uomini. Stammi a sentire, o bey. Un certo Plauto, che nel Miles gloriosus ha fatto la satira ad un bey del suo tempo, ha lasciato scritto in un'altra sua commedia: homo homini lupus, e Plauto non era ebreo, che io sappia. Un sommo pensatore francese che, anche senza esser bey, aveva pure qualche valore, ha scritto un intiero capitolo col titolo: Le proufit de l'un est dommage de l'aultre [(340)], e Montaigne non era ebreo.

Ai tempi nostri una scienza è sorta per mostrare agli uomini che il loro ben inteso interesse consiste nell'armonia, una scienza che, indagando le ragioni del progressivo sviluppo dei popoli, ha posto in chiaro la falsità degli apotemi del commediografo pagano e del pensatore francese; e questa scienza, che è l'Economia Politica, conta fra i suoi maestri molti, moltissimi Ebrei e nessun bey; tanto è vero che nell'Antisémitique del 27 ottobre u. s. un tal Joseph Roland, in mezzo a molte serque di spropositi, ebbe a scrivere questa verità sacrosanta: La science économique est juive.

E già che ho nominato l'Antisémitique, me ne valgo per opporlo ad un'altra tua asserzione. Non sono inglese, ma provo un certo gusto a far combattere le bestie.

A pagina 34 tu scrivi: “La solidarietà ebraica è tale, che se voi toccate un ebreo, gli ebrei delle cinque parti del mondo si levano ritti come un sol uomo.”

Leggi, o deliziosissimo bey, un articolo pubblicato nell'Antisémitique del 26 ottobre intitolato: Les juifs peints par eux-mêmes, e firmato da un tale che si dice Ben Joudi, e che probabilmente è tanto Ben Joudi quanto tu sei bey, che finisce con queste parole: “Récompense honnête à qui pourra me dire où reste ce bel adage: Tous les juifs se soutiennent entre eux.”