Si sarebbe perduta persino la memoria della città, dove avvenne la pubblicazione?
Quale era il nome ebraico dell'autore? L'editore non lo sa, o sapendolo, non lo dice.
Quale era il suo nome da cristiano? mistero egualmente insoluto; Neofito non essendo un nome proprio ma significando soltanto un convertito al cristianesimo.
Ora queste pretese rivelazioni, non avendo altro valore da quello infuori che deriva dalla affermazione dell'autore che dice di aver veduto, è necessario per aggiustarvi fede, sapere il nome dell'autore ed aver sottocchi l'originale sua deposizione.
Invece lo stesso editore non ha mai veduto l'originale, non ne conosce che delle traduzioni, posteriori di 30 anni alla pretesa edizione originale, e non soltanto non sa dirci il nome dell'autore, ma non può nemmeno farci sapere in che paese sia stata stampata l'edizione originale.
Non occorre davvero essere nè un Magliabecchi, nè un Muratori per riconoscere in tutto ciò i caratteri di una delle più volgari mistificazioni che mai siansi tentate nel mondo bibliografico. Ma quasi ciò non bastasse il libro stesso ci porge le prove le più evidenti che l'autore, non soltanto non era un Rabbino, ma ignorava i riti e i costumi degli Ebrei.
A pagina 22 il preteso Rabbino dice gli Ebrei soggetti a malattie speciali. Oggi, nelle scuole, nei collegi, nelle caserme, nelle carceri, negli ospedali, ebrei e cristiani sono mescolati e nessuno ebbe mai contezza di tali malattie speciali. L'affermarne l'esistenza è prova certa che l'autore non fu mai ebreo, ma che invece partecipava a tutti i pregiudizii che il volgo nutre contro gli Ebrei.
A pagina 27 afferma che “quando tra gli Ebrei si celebra il matrimonio, si preparano i contraenti con un digiuno rigoroso per ventiquattro ore, astenendosi perfino dall'acqua fino al tramonto del sole” e ciò pure è falso, falsissimo, come può affermarsi da chiunque conosca i riti degli Ebrei.
A pagina 34 è detto “Quando io pervenni alla età di 13 anni, nella quale gli Ebrei sogliono imporre in capo ai loro figliuoli una corona che chiamano corona di fortezza...” Ed anche questo è falso. L'ebreo compiuti i 13 anni è religiosamente maggiorenne, ma le corone di fortezza non esistono che nella mente dell'autore.
Ho scelto per citarle tra le molte falsità addotte dall'autore quelle soltanto che provano la sua ignoranza, non la sua mala fede, perocchè basta la sua ignoranza dei riti ebraici a provarne che l'autore non è un ex-Rabbino, e neppure un ex-ebreo.