“Sii sempre pieghevole come giunco (benigno con tutti), nè essere mai inflessibile come un cedro (inesorabile verso chi ti offese)” [(116)].

E più chiaramente:

“Coloro che umiliati da altri non ne anelano la rivincita, che ingiuriati non hanno un pensiero di vendetta, la di cui religione è amore di Dio, che con tacita rassegnazione soffrono le sventure di questa vita, vengono dalla sacra scrittura designati lorchè leggiamo (Giudici, v. 31): Quelli che amano il Signore, sieno come quando il sole esce fuori nella sua forza[(117)].

Oppure:

“Se offendesti il tuo prossimo ti sembri grave l'offesa; se facesti il bene, lieve il beneficio. All'incontro se il tuo prossimo ti rese un servizio stimalo grandissimo; se verso te si permise una ingiustizia dimenticala come di poco momento.

“Apprendi a soffrire paziente e perdonare le ingiurie” [(118)].

Molti poi fra i precetti talmudici, che i nemici del Giudaismo interpretarono come eccitamento all'odio verso i gentili, non erano in fatto che precetti precauzionali intesi a guarentire la vita e gli averi degli Ebrei, dalle popolazioni, loro infestissime, frammezzo alle quali vivevano.

Si leggano taluni di questi precetti e si dia torto agli Ebrei di averli inscritti nelle loro leggi, quando si sappia, per dirne una sola, che una legge dei Franchi Ripuarii, non abrogata che qualche secolo dopo, da Lodovico il Pio, vietava, si procedesse contro un cristiano per qualunque delitto, l'assassinio compreso, che avesse commesso contro un ebreo [(119)]!

“Non si fermi solo un israelita con un idolatra perchè sono sospetti di versar sangue. — Se viene a trovarsi per via, insieme ad un idolatra che cinga spada, se lo metta a destra; se ha il bastone in mano, se lo metta a sinistra. — Se salgono o scendono non sia l'idolatra di sopra e l'israelita sotto, e ad ogni modo se lo metta un po' a destra, mai poi non gli si abbassi davanti. Se gli domanda: dove vai? quando abbia bisogno di andare un miglio, gli dica due miglia” [(120)].

Un esame particolareggiato del Talmud non è nell'indole di questo nostro lavoro, sicchè mentre non possiamo, nell'interesse degli Ebrei, che far voti perchè siffatto esame sia eseguito da uno scrittore veramente imparziale, ci limiteremo a darne qui taluni brevissimi estratti per far chiaro lo spirito che anima quello, che a buon diritto potrebbesi chiamare, il corpus juris degli Ebrei.