Se la bella massima del Salmista, che la sapienza cristiana volle sempre sotto gli occhi degli studiosi: Initium sapientiae timor Domini non è espressamente scritta nel Talmud vi è in compenso quest'altra, prova dell'infinita tolleranza dei Talmudisti anche in materia di dottrina; “Chiunque pronuncia qualche sapiente parola, anche se idolatra, è sempre savio” [(171)].
Frequentissime sono nel Talmud massime come questa: “Chi istruisce il compagno sarà ben accolto nel cielo. — Chi istruisce la plebe, la sua preghiera sarà sì potente, da volgere in suo favore i divini giudizi” [(172)].
Oppure: “Chi istruisce le masse ha ugual merito di chi offre sacrifizi” [(173)].
E quest'altra, in cui all'amore dell'istruzione si congiunge il sentimento della vera democrazia: “Curate l'istruzione dei poveri, che da essi sorgeranno i veri cultori della scienza. Perchè ordinariamente i dotti escono di mezzo a loro? Perchè non si creda che la scienza sia un'eredità” [(174)].
Nè l'istruzione deve essere soltanto religiosa, ma anco professionale. “Come è dovere del padre di istruire il figlio nella religione, così egli è obbligato a fargli apprendere una professione. Chi non fa apprendere a suo figlio una professione è come se lo indirizzasse per la via dell'assassinio” [(175)].
E, cosa strana, pel libro di una religione che fu accusata di trascurare la donna, non mancano nemmeno, nel Talmud, precetti per raccomandare l'istruzione della donna: “Ogni uomo è obbligato ad insegnare la legge a sua figlia” [(176)].
Del resto se la parte assegnata alla donna nel mondo giudaico non è al tutto conforme alle idee del nostro secolo, sarebbe ingiustizia il negare che il Talmud curò con ogni mezzo di rinserrare i vincoli di famiglia, di innalzare la dignità morale della donna. Valgano queste massime a dimostrarlo.
“Dicono i savii, chi ama la propria moglie come se stesso, e la onora più che se stesso, e chi indirizza i suoi figli e le sue figlie nella via retta, e colloca questi quando sono giunti all'età del matrimonio, di lui è detto: e riconoscerai che è pace nella sua tenda” [(177)].
“Chi ripudia la sua prima moglie, persino l'altare versa su di lui lagrime” [(178)].
“Sempre dee esser l'uomo attento di non addolorar sua moglie perchè le sue lagrime essendo pronte, anche la pena è pronta.