E ciò, ripetiamolo, perchè l'ebreo è assolutamente liberale, nel buono, nel vero senso della parola.

Il radicalismo, invece, è essenzialmente nemico del liberalismo, perchè è essenzialmente persecutore. E questa è una nuova ragione dell'odio che il radicalismo nutre contro gli Ebrei.

Esso, che prova sempre il bisogno di nuove vittime, che oggi espelle i RR. Padri della Compagnia di Gesù, che domani perseguita altri pel solo fatto che nacquero da illustre prosapia, non può non esser nemico dello Ebreo, il quale vuole per sè la libertà come la vuole per gli altri, e combatte per essenza, per indole, per interesse, tutte le distinzioni basate sulla nascita, sulla fede.

Ecco perchè, con mostruoso connubio, Culturkampf ed antisemitismo poterono nascere quasi ad un tempo e sulla stessa terra [(10)].

E qui ci si para spontanea dinanzi un'obbiezione.

Ci si dirà. Voi dipingete i radicali come i più feroci nemici degli Ebrei; eppure noi tutti conosciamo radicali notissimi che sono ben lungi dal partecipare a quest'odio, e vediamo invece assaliti tutto giorno gli Ebrei da giornali e da uomini del partito che è notoriamente il più avverso al radicalismo.

L'obbiezione è giusta, giustissima; ma è giusta solo per quanto risguarda gli uomini, non per quanto risguarda il partito.

Spieghiamo il nostro concetto.

Se è vero che tutto si può pretendere dall'uomo fuorchè la logica, è anche più vero che è specialmente nella politica che la logica si va facendo ogni giorno più rara.

Tutto giorno udiamo uomini vantarsi conservatori, liberali, radicali, e raramente li vediamo informare tutte le loro azioni ai principi di cui si dicono seguaci.