Nei paesi specialmente, come l'Italia, da poco educati alla vita politica, è accaduto che uomini appartenenti ad opposte scuole politiche si trovarono per lungo tempo affratellati da un intento comune, la liberazione della patria.
Questo intento comune, e l'azione comune che ne fu conseguenza, han fatto sì che le idee degli uni esercitassero qualche influenza su quelle degli altri, mitigassero la logica inflessibile dei principii, dessero vita a quella specie di eccletismo politico di cui ogni giorno vediamo prove in Italia.
Ecco perchè, sebbene il radicalismo sia per natura il peggior nemico degli Ebrei, i radicali italiani si separano in ciò dalla maggioranza del partito cui appartengono.
Se una serie di miracoli eguali a quelli, per cui l'Italia da ancella divenne nazione, facesse domani risorgere la Polonia, l'Europa vedrebbe uno spettacolo più singolare ancora; vedrebbe per alcun tempo i radicali ed i clericali polacchi vivere assieme d'amore e d'accordo, tutti assorti in un sol pensiero, la salute della patria [(11)].
Ma sarebbe tregua di anni, che nella storia dei popoli sono un momento, e i due principî opposti non tarderebbero a darsi battaglia anche nella terra degli Jagelloni.
La storia naturale ci insegna che animali, i quali allo stato selvaggio sono nemici inconciliabili, possono allo stato di servitù vivere fra loro d'accordo.
E se ciò avviene per animali di diversa razza, come non avverrebbe per l'uomo?
Veniamo all'altra parte dell'obbiezione.
È vero del pari che gli Ebrei sono oggigiorno combattuti con violenza da taluni giornaletti di provincia, che si dicono cattolici e si vantano rappresentanti non già di Papi o di Vescovi, dinanzi ai quali ci inchineremmo reverenti, ma di sodalizi più o meno ignorati ed in nessun caso autorevoli.
Errerebbe di gran lunga chi credesse che quei giornali rappresentino lo spirito, la parte pensante del loro partito [(12)].