Nè del resto poteva essere altrimenti, checchè abbiano farneticato i malevoli; la legge mosaica espressamente comanda di non molestare il forestiero, e lo inculca con queste parole: E non oppressare il forestiero, perciocchè voi sapete in quale stato è l'animo del forestiero, essendo stati forestieri nella terra d'Egitto (Esodo, xxiii, 9). Ed altrove dopo aver detto che Dio è il Dio degli Dei, ed il padrone dei padroni; Dio grande, potente e tremendo, ecc, aggiunge che egli fa giustizia all'orfano ed alla vedova, ed ama il forestiero, per somministrargli vitto e vestito; indi conchiude: Voi dunque altresì amate i forestieri; conciossiachè siate stati forestieri nel paese d'Egitto (Deut., x, 17, 19). Raccomanda di non far soffrire ingiustizia al forestiero ed all'orfano, e di non pignorare l'abito della vedova, ed aggiunge: E ricordati che tu sei stato schiavo in Egitto (Deut., xxiv, 17 e 18). Ognuno sa che la memoria dei mali da noi stessi altre volte sofferti accresce forza al naturale sentimento della pietà dei mali altrui.
Nè la legge scritta, nè la legge rivelata concedono dunque all'ebreo di usar frode a pregiudizio dei gentili.
Il Levi nella sua raccolta talmudica già più volte citata ha spigolato nel Talmud alcune regole di commercio che giovano a mostrare come i dottori del Talmud si preoccupassero di inspirare negli Israeliti, i più rigorosi principî di probità commerciale:
“È peccato far incarire i frutti — portare aumento nei prezzi correnti.
“Oltre il sesto del valore v'ha lesione e il contratto è nullo [(233)].
“Non deve il vinajo spargere nel suo negozio profumi di vini aromatici, per far credere di tenere nel suo negozio vini squisiti.
“Non deve il negoziante regalare dolci ai giovanetti per allettarli al suo negozio.
“Il vindice nel diluvio è vindice di chi non mantiene la sua parola.
“Il capo dei ladri è quegli che defrauda nel peso e nelle misure [(234)].
“Il negoziante deve ripulire i suoi pesi e i suoi vasi una volta ogni settimana, per conservarli sempre nella giusta misura” [(235)].