“Chi entrerà nel tuo sacro monte? dice Davide. Chi cammina sinceramente e chi non dà il suo danaro a usura. Osserva un dottore: Chi non dà il suo danaro a usura neppure a un Gentile” [(240)].
“L'Ebreo il quale presta il suo denaro al Gentile, anzichè all'Israelita, perchè dal primo può prendere interesse, commette peccato” [(241)].
“Chi accumula ricchezza con interesse e usura, l'accumula per chi è benefico coi poveri. Dice Salomone.”
“Il dottore Hunà dichiara che qui allude all'usura tolta dai Gentili. Un altro dottore osserva che Mosè permette di dare a interesse a' Gentili. Risponde il primo dottore, che il testo biblico ha altro senso. Concludesi che tutto al più può l'Israelita prestare a interesse al Gentile, tanto da guadagnarsi il vitto [(242)].
“Quando il Salmista (xv, 5) encomia chi presta il suo denaro senza percepire frutto, intende che lo faccia anche col Goi” [(243)].
Ed in altro trattato:
“Vieni e vedi, tutte le creature di Dio ritraggono (prendono a prestito) l'una dall'altra.
“Il giorno ritrae (prende in prestito) dalla notte, la notte dal giorno: la luna dalle stelle, le stelle dalla luna: il sole dalla luce, la luce dal sole: il senno dalla scienza, la scienza dal senno: la carità dalla giustizia, la giustizia dalla carità.
“Tutte queste creature divine ritraggono (prendono in prestito) l'una dall'altra e sono amiche ed in pace.
“Solo l'uomo presta al compagno e cerca di rovinarlo con l'usura e col furto.