“Questi usurai dicono quasi a Dio: Perchè non prendi usura de' tuoi prestiti agli uomini? Tu inaffii la terra, tu fecondi i campi, tu illumini, tu soffii l'alito vitale, tu conservi: chè non ti fai pagare?

“Dice Iddio: Vedete quante cose io presto, e non prendo interesse.

“Guai a chi prende usura: egli non vivrà.

“Un re apre all'amico il suo regno: l'amico entra, calpesta i poveri, uccide le vedove, distrugge, rovina, e riempie ogni cosa di frode e iniquità.

“Così l'usuraio a cui Iddio ha aperto il regno dei suoi tesori, porta ovunque la sterilità e la morte [(244)].”

Ed altrove:

“Bada cecità degli usurai. Se taluno ingiuria il compagno chiamandolo empio, l'ingiuriato arde d'ira e medita vendetta. E costoro in uno scritto, sancito da notai e da testimoni, di propria volontà scrivono e sottoscrivono e dichiarano..... d'avere rinnegato il Dio d'Israele” [(245)].

Chiudiamo questo troppo lungo capitolo colla citazione di un brano del più volte ricordato Rabbino Leon Modena, il quale porrà in luce cosa pensassero su questo argomento gli Ebrei italiani, or sono due secoli.

“Per obbligo della Legge, così di Mosè, come a bocca, devono esser realissimi, e non fraudar, ne ingannare alcuno, sia chi si voglia, o Hebreo, o non Hebreo, osservando sempre, e con ogni persona, quelli buoni modi di negotiar comandatogli in molti luoghi nella Scrittura, e spetialmente nel Lev. c. 19, versi 11, 13, 15, 33 sino al fine.

“E quello che hanno disseminato alcuni in voce, e in iscritto, che ogni giorno giurano, et hanno per opera pia di ingannar, e fraudare un Christiano, è espressa bugia, così promulgata per renderli più odiosi di quello che sono.