“Anzi molti rabbini hanno scritto et in particolar ne ha fatto raccolta a longo Rabino Bachij nel libro Cadachemah, lettera Ghimel Ghezelà dove dice che è molto più grave peccato il fraudare uno non Hebreo, che un Hebreo rispetto allo scandalo che si da, oltre l'opera sia in se, e si chiama Chillul Ascem, che vuol dire profanare il nome di Dio, che è de' maggiori peccati. Onde se si trova fra essi chi inganna e frauda, è diffetto di quel particolare, che è di mala qualità, ma non che lo facci essendole ne dalla sua legge, ne da Rabini in alcun modo permesso.
“È ben vero che la strettezza, nella quale la captività lunga gli ha ridotti et essendole vietato quasi per tutto il posseder terreni, e molti altri modi di mercantar, et esercitii di riputatione et utili, si sono molti abbassati d'animo e divenuti digeneranti della lealtà israelitica” [(246)].
Con queste parole il Modena viene a dimostrare quanto giuste sieno queste idee di un pubblicista inglese che noi trovammo testè riferite nella Revue Britannique e colle quali ci piace dar termine a questo capitolo:
“Dovunque le incapacità inerenti alle qualità di ebreo sono sconosciute, lo spirito stretto di sêtta e di tribù disparve, e lasciato a se stesso il giudaismo, in quanto riguarda le materie religiose ed i doveri sociali, si è sviluppato sanamente e senza usurpare sui confini altrui. È questo ancora il miglior rimedio da opporre alla sua estensione che noi possiamo consigliare a coloro che vedono in lui un nemico di cui occorra sbarazzarsi ad ogni prezzo.”
[(193)] La situazione degli Ebrei nel Medio-Evo. — Giorn. degli Economisti. Padova, 1875, vol. 1, pagg. 88 e segg.
[(194)] Ac si transferre sedes cogerentur, major vitae metus quam mortis. (Tacit., Hist. xxi).
[(195)] Ne quidquam ingenuum potest habere officina... Mercatura, si tenuis est, sordida putanda est: sin autem magna et copiosa; multa undique apportans, non est admodum vituperanda..... Nihil enim proficiunt mercatores, nisi admodum mentiantur. (Cicerone, Dei doveri, libro i, sez. 42).