— Come sono allevati questi figlioli, chi ne ha cura? A quale età lasciano il padre? Ove sono stati mandati? e confidati a chi? A quale carriera sono indirizzati e quali sono i mezzi di sussistenza? E come li riconoscete?
— Oh Dio mio! Posso sbagliarmi come qualunque altro, ma poco importa. Del resto li ho tutti allevati, come vedete che faccio con questi fino all'età in cui hanno potuto bastare a loro stessi. Le ragazze sono state sposate o regalate a 10 o 12 anni e non ne ho più sentito parlare; i maschi non sono così precoci e non possono trarsi soli d'impiccio prima dei 14 anni. Io dò allora a ciascuno una lettera di raccomandazione per qualche amico che diriga una grande casa od occupi una carica; egli li colloca in casa sua od altrove, ma tocca ai giovani stessi di far fortuna, io me ne lavo le mani.
Io domandai ancora: — E non li vedete più?
— Che ne so io? Io ricevo, abbastanza spesso, la visita di persone che si dicono miei figli e che possono anche esserlo; faccio loro buon'accoglienze e li ospito per qualche giorno senza chieder loro nulla. Finiscono bene per comprendere che qui non vi è posto per essi e che non vi hanno assolutamente nulla da fare. Le loro madri sono morte, essi sono degli stranieri per me. Per cui se ne vanno spontaneamente e, dopo essere venuti una volta, non ricompaiono più. Sta bene, perchè altri arrivano al posto loro e fanno poi come quelli che li hanno preceduti. Meglio così.
Io non era ancora soddisfatta e continuai:
— Ma questi bei bambini che accarezzate e che vi abbracciano così teneramente sono destinati a subire la stessa sorte?
— Senza dubbio.
— Ve ne separerete quando avranno raggiunto l'età di 10 o 14 anni? Non vi preoccuperete cosa diverranno? Non li rivedrete forse più? E, se ritorneranno un giorno per sedersi ancora una volta alla tavola famigliare, li tratterete come degli stranieri e li vedrete ripartire, questa volta per sempre, senza dar loro un solo di quei baci che prodigate loro adesso? Che accadrà di voi un giorno nella vostra casa deserta quando la voce dei vostri bimbi non vi risuonerà più?
Io cominciavo ad animarmi ed i miei uditori non mi capivano più. Il domestico riuscì ad afferrare il senso delle mie ultime parole e si affrettò a rassicurarmi circa l'isolamento futuro del suo venerato padrone.
— Oh, — disse — quando questi bimbi saranno grandi, sua Eccellenza ne avrà altri piccolini, potete rimettervi a lui su questo punto, non se ne lascerà mancare.