E... Centrum capit circulus.
E... Quisquis cordis et oculi.
E per quella sequenza..... Iesse virgam humi Davit compose un canto delizioso, che si canta con assai diletto, mentre, prima della sua, aveva una musica rude e dissonante. La composizione della sequenza l'aveva fatta Riccardo di S. Vittore, come ne compose tante altre. Musicò anche deliziosamente per canto gli inni di S.ª Maria Maddalena, composti dal cancelliere di Parigi, cioè:
Pange, lingua Magdalenae.
con altri inni. Parimente intorno alla risurrezione del Signore fece la sequenza, composizione e musica, cioè:
Natus, passus Dominus
Resurexit hodie.
Il secondo canto poi che l'accompagna, ossia il concanto, lo compose frate Vita Lucchese dell'Ordine de' frati Minori, il miglior cantore che si conoscesse nell'uno e nell'altro canto, cioè nel canto fermo, e nel canto a note rotte, o doppie. Aveva voce sottile, ma piacevolissima a udirsi, nè vi era persona tanto severa che non l'ascoltasse con diletto. Cantava alla presenza di Vescovi, Arcivescovi, Cardinali e Papi e l'ascoltavano volentieri. E se alcuno avesse chiacchierato quando frate Vita cantava, tosto si udiva ripetere il detto dell'Ecclesiastico XXXII: Non interrompere la musica. E se talvolta un usignuolo cantava in un cespuglio, o in una siepe, taceva se udiva cantare il frate, e l'ascoltava attentamente, e poi ripigliava il suo canto, e così alternamente cantando risuonavano per l'aria soavissime voci. E della sua perizia fu tanto cortese, che invitato a cantare non se ne scusava mai, nè per voce impedita da infreddatura, nè per altra cagione. E perciò non si potevano applicare a lui que' versi soliti a dirsi, cioè:
Omnibus hoc vitium est cantoribus, inter amicos
Ut nunquam inducant animum cantare rogati.