Ke pres'ha la mala via;
e se ne rattristavano i buoni frati, e se ne sdegnavano a morte a udir tali cose...... Onde Papa Gregorio, provocato, lo scomunicò. Undecima colpa di frate Elia fu l'infamia di cui si coperse occupandosi di Alchimia. Di fatto, quando sapeva che nell'Ordine vi era qualche frate, che nel secolo aveva studiato di quella scienza, o ciurmeria, lo mandava a chiamare e tenevaselo presso di sè nel palazzo Gregoriano (Papa Gregorio IX s'era fatto fabbricare nel convento de' frati Minori d'Assisi un magnifico alloggio, non meno per lustro della casa del beato Francesco che per sua abitazione quando andava ad Assisi). In quell'appartamento adunque vi erano camere e molti luoghi secreti, ne' quali Elia albergava que' frati e molte altre persone, ove pareva quasi si andasse a consultare la Pitonessa. Incolpi sè stesso: egli ci pensi. Dodicesima colpa di frate Elia fu che dopo la sua deposizione, e dopo che si mostrò andare vagando coll'Imperatore, un giorno si presentò ad un convento di Minori, e, raccoltili in Capitolo, cominciò a voler provare la sua innocenza, e l'ingiustizia della sua deposizione da parte dei frati; e cominciò dicendo..... Dopo di che continuò il suo dire, come volle e piacque a lui, sempre lodando sè e denigrando l'Ordine. Ma poi trovò chi rispose a quanto aveva detto..... E chi con tanta franchezza rispose a frate Elia fu frate Bonaventura da Forlì, da cui io l'ho saputo. Rivoltosi allora frate Elia a lui, disse: Chi ti ha ammesso all'Ordine? A cui frate Bonaventura di rimando: Non tu, no, che hai abbandonato l'Ordine, e vai vagando pel mondo, e perciò i contadini ti cantano sul viso:
Hor attorna fratt Helia,
Ke pres'ha la mala via;
Vattene pur dunque, frate mosca.... All'udir queste cose frate Elia s'ammutolì e partissene confuso. Tredicesima colpa di frate Elia fu di non aver mai voluto riconciliarsi coll'Ordine, e rimase sino alla morte nella sua ostinazione. E quando frate Giovanni da Parma Ministro Generale mandò a lui il suo amico frate Gherardo da Modena, che era uno de' frati primitivi, a pregarlo che per amore di Dio e del beato Francesco, pel bene dell'anima propria, e per dare buon esempio, ritornasse in seno alla Religione, cui era stato addetto, rispose: Frate Gherardo, ho udito dire tanto bene di quel venerabile frate Giovanni da Parma che non mi rifiuterei di prostrarmi a suoi piedi e confessare le mie colpe, fidente nella sua benignità, ma temo assai che que' Ministri provinciali, che sono stati offesi da me, mi tendano insidia, mi caccino tra ceppi in carcere, e mi alimentino di poca acqua e pan muffato. Inoltre, avendo io offeso anche la Corte romana, so che il Cardinale governatore dell'Ordine vorrebbe intromettersi nell'affare del castigo da infliggermi; nè io voglio perdere la protezione che ho dell'Imperatore. Nulla ostante frate Gherardo da Modena stette tutto un giorno intero nel convento di Cella di Cortona in colloquio famigliare con frate Elia, e s'adoperò ad ogni potere per vincerlo e convertire lui e i frati domestici di lui, e indurli ad essere ossequenti alle discipline dell'Ordine.... Ma si ingegnò invano, perchè Elia pei detti motivi non volle piegarsi...... Quel frate Gherardo però passò colà tutta la notte successiva senza poter dormire, e, come poscia narrò, gli era paruto di aver udito tutta notte svolazzare demonii per la casa e pel convento come pipistrelli, e li udiva emettere grida, che gli fecero correr per le ossa tremore e terrore: M'è venuto uno spavento ed un tremito, che ha spaventate tutte le mie ossa, ed uno spirito è passato davanti a me, che mi ha fatto arricciare i peli della mia carne, dice Giobbe 4.º. Finalmente, sorto il sole e dato un saluto, in fretta si partì col suo compagno, e riferì al suo Generale tutto per ordine, quanto aveva veduto e udito. In processo di tempo frate Elia morì scomunicato, come già era, da Papa Gregorio IX; se abbia avuto l'assoluzione e se abbia provveduto bene all'anima sua, ora se lo saprà. Ei ci pensi...... Dopo tempo, giacchè a qualsivoglia affare v'è tempo e modo, come dice l'Ecclesiaste 8.º, un Custode fece disseppellire il corpo di frate Elia e gettare in una fogna..... Se vi è chi desideri sapere a chi ne' lineamenti del volto si assomigliasse frate Elia, gli dico che si assomigliava in tutto a frate Ugo di Reggio, cognominato Pocapaglia, nel secolo, maestro di grammatica; destrissimo a dar la beffa, parlatore prontissimo, e nell'Ordine ottimo e facondissimo predicatore, che confutava vittoriosamente i calunniatori dell'Ordine, e colla parola e coll'esempio li riduceva al silenzio. Ed un maestro Guido Bonatti di Forlì, che si spacciava per filosofo e astrologo, e gettava il fango sulle predicazioni dei frati, fu da lui sifattamente confuso al cospetto di tutta l'Università e del popolo di Forlì, che per tutto il tempo che frate Ugo soggiornò in quelle parti, non solo non osò più fiatare, ma nè manco farsi vedere. Quest'Ugo aveva sempre in pronto tanti adagi, tante sentenze, tante favole, tanto copiosa messe d'esempi, e stavano sì bene sulle sue labbra, perchè li applicava sempre a proposito, ed era tanto facondo, colto e graziosissimo parlatore che tutti con gran diletto pendevano dalle sue labbra. I Ministri e i Prelati dell'Ordine però non lo vedevano di buon occhio, perchè parlava sempre allegoricamente, e con proverbii e con esempi li confondeva. Ma egli non si dava pensiero di loro, protetto che si credeva dalla santità della sua vita. E basti di frate Elia. Perchè fu già mio proponimento di favellare di tutti i Ministri Generali dell'Ordine del beato Francesco quando ne avessi tempo opportuno; ma di Elia, che fu uno di loro, e quello appunto che mi ricevette nell'Ordine, e che offre vasto campo all'istoria, ho voluto sbrigarmene prima d'ogni altro per aver agio di continuare più spigliatamente l'istoria incominciata, dopo di essermi alleggerito del gran fardello ch'egli da solo mi dava da portare...... Innocenzo 3.º mandò legati a Filippo Re di Francia per indurlo ad invadere la Terra degli Albigesi e distruggerli, il quale li prese tutti e li fece abbruciare. Questo Papa l'anno 1215, diciottesimo del suo pontificato, convocò un solenne concilio, a cui concorsero Prelati da tutte le parti del mondo. Ed io ho letto il discorso, che egli vi pronunciò, e cominciava: Desiderio desideravi hoc Pascha ecc. ed ho letto anche tutte le deliberazioni, che vi si presero, tra le quali fu decretato che non si potesse più fondare alcuna congregazione di frati mendicanti. Ma tale decreto, per non curanza dei Prelati, non fu osservato, anzi, chi vuole, si mette il cappuccio, e va mendicando, e si gloria di avere istituita una nuova Religione. Da ciò nasce confusione nel mondo, e i secolari ne sono gravati, e le limosine non bastano oramai più nemmeno per quelli, che operando colla parola e colla dottrina, stabilì il Signore che avessero a vivere del Vangelo; ed i secolari ignoranti, che non hanno lume di discernimento, legano nelle loro tavole testamentarie tanto ad una donnicciuola che vive sola in un romitaggio, quanto ad una congregazione di trenta sacerdoti, che quasi ogni giorno dicono messa pe' vivi e pe' morti. Provegga Iddio; e muti in meglio quello che non va bene. Non parlo di tante altre ordinanze per non seccare e per schivare le lungherie. Finalmente Innocenzo l'anno 1209 coronò Ottone IV Imperatore, e lo fece sacramentare di rispettar tutti i diritti della Chiesa. Ma esso, lo stesso dì, ruppe il giuramento e fece depredare i romei; onde il Papa lo scomunicò e lo depose dall'Impero. Deposto Ottone, fu eletto Federico figlio di Enrico, e fu coronato Imperatore. Egli pubblicò buone leggi contro gli eretici ed a favore delle libertà della Chiesa. Questi sopra tutti gli altri Imperatori rifulse per gloria e per ricchezze; ma in sua superbia ne abusò. Imperocchè tiranneggiò la Chiesa, imprigionò due cardinali, fece trarre in carcere anche i Prelati, che Gregorio IX aveva convocati a Concilio, e quindi ne fu scomunicato. Finalmente, morto Gregorio per abbattimento di tante tribolazioni, Innocenzo IV Genovese, convocato un Concilio a Lione, lo depose dall'Impero; e la sede dell'Impero, dopo la deposizione e la morte di lui, rimane tuttora vacante. Si avvisa che quanto riguarda Federico, Papa Gregorio e Innocenzo IV, è stato detto qui fuori d'ordine cronologico in riepilogo anticipato...... Uguccione oriondo di Toscana, pisano, fu Vescovo di Ferrara. Compose un libro delle Origini, e compose alcuni altri opuscoli utilissimi, che corrono per le mani di molti, ed io li ho veduti e letti più volte. Resse l'episcopato virilmente, degnamente ed onoratamente sino a che chiuse la sua lodata vita. Volò al cielo l'ultimo giorno d'Aprile del 1210, dopo 20 anni di episcopato, meno un giorno. Il 1º Giugno 1211 fu insediato nella cattedra Nicolò Vescovo di Reggio. Egli fu nominato Vescovo e quasi uomo d'armi; godeva dei favori dell'Imperatore Federico e della Corte romana; era di Padova, della nobile stirpe dei Maltraversi, bell'uomo, splendido, cortese e fece ampliare l'episcopio di Reggio, Usò tante deferenze ai frati Minori che volle sin loro dare per abitazione la canonica della chiesa matrice, sede Vescovile; ed i canonici di quel tempo l'acconsentirono, e per amore dei frati Minori s'accontentarono d'andar ad abitare nelle case annesse alle cappelle della città. Ma i Minori per umiltà non vollero dare tanto disagio ai canonici, e non accettarono. Il dispensiere di questo Vescovo fu accusato presso il suo padrone di non dare ai frati Minori la limosina di pane da lui stabilita. Perciò chiamollo a sè, e lo rimproverò, dicendogli; Figlio, non dice forse l'Ecclesiastico 4.º: Non defraudare la limosina al povero? Ma sapendo il Vescovo, per sentenza di Salomone ne' proverbii 29.º che Il servo non si corregge con parole; benchè intenda, non però risponderà, lo cacciò in una angustissima e cieca prigione, e lo nutrì del pane del dolore e dell'acqua dell'amarezza. Poscia lo licenziò; e Iddio lo benedica. Giacchè sapeva bene il Vescovo che la genìa dei servi non si emenda che col supplizio, come disse un certo tiranno a quelli che erano incaricati di servire gli alimenti a S. Ippolito. Sia benedetto, dice Pateclo di Monferrato, che perdonò a tutti tranne che agli scudieri, miserissimi uomini, i quali dopochè nelle Corti dei Grandi sono stati elevati a nobilissimi uffici, diventano spilorci per mostrarsi buoni custodi e massai della roba dei padroni loro, e rubano ai poveri e alla buona gente quanto poi regalano alle loro puttane: e talora accade che le mogli e le figlie dei padroni diventano le amanti dei servitori, dei dispensieri e dei fattori, perchè delle robe di casa non possono mai godere che per mezzo loro. Miserrimi che sono tali padroni! che custodiscono con più religione i prodotti delle loro terre che il proprio onore e l'illibatezza delle mogli e delle figlie loro. Tuttociò ha osservato il mio occhio, e ne ha avuto le prove. Nicolò adunque Vescovo di Reggio fu uomo valente e di molte cose esperto, e sapeva essere chierico coi chierici, religioso coi religiosi, soldato coi soldati e barone coi baroni.
INDICE GENERALE DELLE MATERIE CONTENUTE NELLA CRONACA
DI FRA SALIMBENE
Indice Generale
A
- Abbate di Bertinoro v. I. 215-216.
- Abele di Danimarca v. I. 322.
- Acaia. Re Carlo d'Angiò ha titolo di Principe dell'Acaia v. II. 72.
- Accarisio (degli) Guido. Parteggia per l'Impero v. I. 262.
- » Sua morte v. II. 52.
- Acerra (di) Conte Tomaso v. I. 320.
- » Cortigiano di Re Manfredi v. II. 4.
- Acorto. Uccide l'Arciprete di Caviano v. II. 216.
- Acquasparta (di) Matteo. Eletto Ministro generale dei Minori v. II. 210.
- Adamo di Marisco. Amico di frate Ugo v. I. 134.
- » Sue qualità v. I. 134.
- » Suoi scritti v. I. 173
- Adamo (degli) Famiglia v. I. 14 e seg.
- Adamino v. I. 15 e 33.
- Giovanni v. I. 15.
- Egidia di Guido v. I. 30.
- Agnese. Sua origine v. I. 23
- » Sue qualità v. I. 90.
- Agnese di Guido v. I. 15.
- Aica di Bernardo v. I. 15.
- Alberta di Rolando v. I. 15.
- Bartolomeo di Rolando v. I. 15.
- Bernardo di Oliviero. Sua morte v. I, 13, 15, 31.
- Bonifacio di Bernardo v. I. 15.
- Caracosa di Guido, v. I. 29.
- Caracosa di Oliviero v. I. 31.
- Corrado di Bernardo v. 1. 32.
- Emblavato v. I. 15-33.
- Francesco di Rolando v. I. 15.
- Gisla v. I. 30.
- Guido v. I. 15.
- Guido di Guido. Mandato dai Parmigiani in missione presso Innocenzo IV v. I. 31.
- Guido di Giovanni v. I. 15.
- Guido di Rolando v. I. 15.
- Guido fratello del Cronista v. I. 315.
- Guido padre del Cronista v. I. 14-15.
- » Va a Fano per tentare che esca dal convento il figlio Salimbene v. 1. 18. 67.
- Giacomo di Oliviero v. I. 31.
- Giovanni maestro v. I. 15. 29
- Leonardo di Bernardo v. I. 15. 32.
- Mabilia. v. I. 15.
- Mabilia di Rolando v. I. 15.
- Maria di Guido v. I. 29.
- Maria v. I. 29. 35.
- Oliviero di Adamo v. I. 15.
- Oliviero di Bernardo v. I. 15.
- Ognibene (il Cronista). Nato v. I. 8. 15.
- Pino di Rolando v. I. 15.
- Rica di Bernardo v. I. 15.
- Rolando di Oliviero v. I. 15. 31. 33.
- Rolandino di Rolando v. I. 15.
- Romagna di Bernardo v. I. 15.
- Villano v. I. 32.
- Salimbene. Nato v. I. 8. 15.
- » Va a Lione v. I. 83. 105.
- » Va in Francia v. I. 118.
- » Commensale di Giovanni da Magione v I. 119.
- » Accenni ad alcune sue opere v. 1. 121. 122. 311.
- » Commensale di S. Lodovico Re di Francia v. I. 129. 130.
- Adamo le Rigalde v. I. 315.
- Adda. Sconfitta di Ezzelino v. I. 330.
- » Passaggio di Corradino v. II. 8.
- Adegherii (degli) Rolando, Ambasciatore a Reggio, v. II. 80.
- » Podestà di Modena v. II. 201.
- Adelardi (degli) Giuditta. Lamenta che vi siano troppi frati v. I. 152.
- Rainiero. v. 1. 61. Frate Gaudente. 344.
- Adriano V. Aiuta a spogliar del vescovado Maestro Giovanni di donna Rifida v. I. 37.
- » Nipote del Papa defunto v. I. 305.
- » Elezione e morte, v. II. 38.
- Agareni. v. II. 69.
- Agostino di Recanati. Censore di frate Elia. v. II. 236
- Aica. Concubina di Guglielmotto. v. I. 76.
- Aicardo di Ugo. v. I. 31.
- Aigoni, famiglia, v. II. 5.
- Aimerico (degli) Famiglia v. I. 31.
- Aimono frate eletto Ministro Generale v. I. 68. 165.
- » Visita conventi v. I. 176.
- » Sua esposizione di Isaia, v. I. 321.
- » Morte v. I. 80.
- Aix. Dove è v. I. 171.
- » Vi abita e vi muore il Conte di Provenza v. I. 171.
- » Vi fu Arcivescovo S. Massimino. v. II. 68.
- Albano (di) Cardinale. Sua morte, v. II. 18. 19.
- Albareto (di) Guido. Sua fazione in Reggio v. II. 81.
- » È accusato, v. II. 179.
- » Assolto per corruzione v. II. 181.
- » Si batte a Cariano, v. II. 200.
- » Grandiosità della sua casa. v. II. 209. 210.
- » Predizione che lo riguarda, v. II. 203.
- » Si brucia la sua casa. v. II. 209.
- Azzolino. Uccide Guido di Bibbianello v. II. 178.
- » Uno de' principali nell'esercito di quei di Gesso v. II. 202.
- Ezzelino. Del partito della città di sotto in Reggio v. II. 81.
- Rolando. Del partito della città di sotto in Reggio v. II. 81.
- Albe Suore. Loro convento, v. II. 70.
- Albenga. Devastata dai Pisani v. II. 86.
- Alberghetti (degli) Ugolino. Signoreggia in Faenza v. I. 262. 809.
- Manfredo Torta. Morte infertagli da consaguinei v. II. 147.
- Alberico. Frate Gaudente, v. I. 262.
- Samaritana, v. II. 218.
- Famiglia, v. I. 158. Signori di Faenza, v. I. 262.
- Alberico da Romano, vedi Romano (da).
- Albertino di Verona. Trova modo di dar cibo ad Enzo Re prigioniero, v. I. 216.
- Alberto Cremonese. Falsi miracoli, v. II. 46.
- Uccellatore. Padre di Giovanni da Parma, v. I. 190.
- Cremonella fisico a Fontevivo. v. I. 335.
- Parmigiano. Notaio della Corte Somana. v. I. 157.
- » Sue qualità e parentela v. II. 54.
- Pisano. Ministro Generale de' Minori, v. I. 25. 67.
- » Sua morte, v. I. 68.
- Della Scala. Succede a Mastino, v. I. 276.
- Malavolta. Podestà di Genova annunzia la cattura di Re Enzo v. I. 216.
- Albi. Presso Albi si combatte la battaglia detta di Tagliacozzo. v. II. 9.
- Albicani (degli) Famiglia, v. I. 80.
- Guizzolo eletto Vescovo, v. I. 80. v. II. 245.
- Albinea (quei di), v. II. 202.
- (di) Pietro. Ambasciatore a Parma ed oratore dell'ambasceria v. II. 82.
- Albe Gerardo. Fatto Cardinale, v. II. 34.
- » Mandato a pacificare i Siciliani al tempo del Vespro siciliano, v. II. 54. 56.
- » Fa doni ai Minori, v. II. 160.
- » Fa fare il dormitorio delle donne della Religion Vecchia, v. II. 160.
- » Fa un'offerta perchè si faccia una campana pel Duomo, v. II. 160.
- Albrighetti. Vedi Alberghetti.
- Alcarisii. Vedi Accarisii. Famiglia, v. I. 309.
- Alconio. Chi vi ha signoria v. I. 263.
- Aldobrando da Foiano va ad un Concilio a Ravenna v. I. 298.
- Alemagna. Predizione che la riguarda v. II. 97.
- Alessandria. Arrivo di Salimbene v. I. 209.
- » Dominio del Pallavicino v. I. 228.
- » Dominio di Lanzavecchia v. I. 254.
- » Cagione di guerra tra Uberto Pallavicino e il Marchese di Monferrato v. I. 272.
- Alessandrini. Catturano i Tortonesi v. I. 326.
- » Seguendo il Marchese di Monferrato vanno contro Lodi v. II. 93.
- Alessandro III. Ha controversie coi Principi v. I. 12. 123. IV. Eletto v. I. 346.
- » Ha controversie coi Principi v. I. 12.
- » Riprova un opuscolo di Guglielmo del Santo Amore v. I. 28. 179.
- » Unisce i Britti in una sola Congregaz. v. I 151.
- » Osteggia Fra Giovanni da Parma v. I. 180.
- » Canonizza Santa Chiara v. I. 199.
- » Tenta convertire Ezzelino v. I. 285.
- Alessandro IV. Convoca un Concilio a Ravenna v. I. 298.
- » Annulla disposizioni di Innocenzo IV v. I. 305.
- » Espelle Guglielmo del Santo Amore v. I. 333.
- » Eletto Papa v. I. 278. 305. 331.
- » Vuole che i frati Minori confessino v. I. 302.
- » Fatto scandaloso da lui narrato v. I. 302.
- » Sua morte v. I. 285. 344.
- Maestro inglese v. I. 23.
- Alina. Bruciata. v. II. 48. 160.
- Alleluia (tempo dell') Comincia v. I. 43.
- Alucii (degli) Giacomo. Guarito per miracolo di San Lodovico Re di Francia, v. II. 22.
- Alvernia (monte di). S. Francesco vi riceve le stimmate v. II. 115.
- Ambasciatori Cremonesi. Loro costume, v. I. 235.
- Ambrogio Normanno. Monaco v. I. 246.
- Amici (degli) Amizzone. Va in Puglia a prender oro v. I, 21.
- Ammanato Tosco, Castaldo di Filippo Legato. Come punito v. I. 293.
- Anagni. Patria di Gregorio IX v. I. 11.
- » Vi si canonizza S. Chiara v. I. 332.
- Anastasio ravennate. Nemico di Paolo Traversali v. I. 70.
- Ancona. Vi è in esilio Ghiberto da Gente v. I. 329.
- Andalò (degli) Castellano. Primeggia in Bologna v. I. 264.
- Loterengo. Podestà di Reggio v. I. 339.
- » Priore dei Gaudenti v. I. 344.
- Andrea di San Giovanni d'Acri, v. I. 8.
- Di Bologna. Compagno di frate Giovanni da Parma e sue qualità v. II. 109.
- » Guardiano v. II. 118.
- Re d'Ungheria v. I. 70. 71.
- Chiesa di S. (Mantova). Vi fu ucciso Guidotto Vescovo di Mantova v. I. 61.
- Di Trezzo. Assoggettato a suplizii v. I. 103.
- Angeli (degli) Guido. Vicario di Ghiberto da Gente nella Podesteria di Reggio v. I. 338.
- Angere. Cardinale nipote di Urbano IV v. I. 74.
- Anjou. Provincia v. II. 72.
- Annibale. Nipote del Cardinale Riccardo. Morte v. II. 8.
- Anselmo. Raboino v. I. 198.
- Anticristo v. I, 321. 334.
- Antiochia. Presa dal Soldano di Babilonia, v. II. 10.
- Antonio S. da Padova. Morte v. I. 41.
- Pellegrino. Creduto santo v. II. 47.
- Da Parma. Va ambasciatore ai Tartari v. I. 116:
- Apollinare S. Ravenna e Chiassi sostengono averne il corpo V. II. 69.
- Apostoli e Apostolesse. Congrega v. I. 153. 167.
- » Loro qualità v. I. 153.
- » Non sono in istato di salute v. I. 163.
- » Debolezza dei Vescovi a loro riguardo v. I. 166.
- » Loro soppressione v. I. 153. v. II. 28.
- » Arrivano a Parma v. II. 126.
- » Cacciati da Parma v. II. 183.
- Aquila. Primo a fare traduzioni, v. I. 121.
- Aquileia (di). Gregorio di Montelungo Arcivescovo, v. I. 29.
- Arcili (degli) Gherardo e Gherardino. v. I. 91.
- » Allocuzione, v. I. 91. v. II. 172.
- Ardizzone Vescovo di Modena, sua morte, v. II. 207.
- Arduino di Chiavari. Sua rissa, v. II. 131.
- Arezzo. Vi muore Gregorio X. v. II. 31.
- Argenta. Il Legato Filippo va ad Argenta, v. I. 293.
- » Suo uso colà. v. I. 311.
- Arles. Salimbene vi si trova, v. I. 131. 174.
- » Frate Giovanni da Parma vi si trova, v. I. 174.
- Arlotto da Prato. Dottorato a Parigi, v. I. 191.
- » Eletto Ministro Generale dei Minori, v. II. 136.
- » È a Parigi v. II. 155.
- Armarii (degli) Tomaso. Un suo figlio uccide un frate, v. I. 21.
- Ugo di Tomaso possiede e vende Sinzanese. v. II. 159.
- Armenia devastata, v. II. IO.
- Arno. Presso la foce i Pisani costruiscono galee, v. II. 86.
- Arnolfo frate Guardiano. Possiede un certo libello, v. 1.337.
- Arpi (degli) Giacomino, v. II. 174.
- » Ricco dissipatore finisce col mendicare, v. II 174.
- Arpo. Frate, v. II. 174.
- Artaldo Re d'Inghilterra. Espelle S. Tomaso di Cantorbery v. I. 123. v. II. 244.
- Aschieri (degli) Aschiero. Espulso da Reggio. v. I. 82.
- Asdente Benvenuto. Chi era, che faceva e sue qualità v. II. 58.
- » Ambasciatori Reggiani lo consultano e sua risposta v. II. 82.
- » Il Vescovo lo invita a pranzo, v. II. 84.
- » Suoi vaticinii, v. II. 85.
- » Sue capacità e sue riserve, v. II. 85.
- Asinelli (degli) torre, v. II. 70.
- Asino Pietro. Sua morte, v. II. 4.
- Giordano, v. II. 4.
- Assaiuto (di) Manfredino. v. II. 179.
- Guercio, v. II. 179.
- Assandri (degli) Giacomo. Compagno di frate Giovanni da Parma e sue qualità, v. II. 112.
- Assassini. Depredano, v. I. 94.
- » Scorazzano il territorio parmigiano, v. I. 94. 102
- Assisi. Vi muore maestro Guglielmo di Gattatico v. I. 305.
- » Vi è sepolto Martino 4. v. II. 129.
- Asti. Guido Conte di Montefeltro vi è confinato, v. I. 361.
- Atanulfo (di) Raimondo. Il primo dei Saccati, v. I. 152.
- Attila Re. v. I. 114.
- Auduci. Pretendono la Signoria di Imola, v. I. 276.
- Austria (d') Duca. Ucciso, v. II. 9.
- » Paciere tra Pietro d'Aragona e i figli del Re di Francia, v. II. 161.
- Auxerre. Vi si trova Salimbene, e va a Vezellay a visitare il creduto corpo della Maddalena, v. I. 120.
- » Ricca di vigne, v. I. 122. 140.
- Avanzo. Frate, v. I. 184.
- Avignone. Dov'è. v. I. 205.
- » Vi muore frate Buonagrazia. 176.
- Avvocati. Famiglia di Mantova. Espulsi, v. I. 61.
- (degli) Enrico di Cremona. Podestà di Parma, v. II. 146.