L’autunni son quadrati,
son stabiliti, non posson voltare;
li cieli son stainati,
lo loro silere me faccion gridare;
o profondato mare,—altura del tuo abisso
m’ha certo stretto a volerme anegare.

Anegato onne entelletto è ’n un quiito,
però che son ghiacciate tutte l’acque,
de gloria e de pena so sbandito,
vergogna né onor mai non me piacque,
né nulla me despiace,—ché la perfetta pace
me fa l’alma capace
en onne loco potere regnare.

Regnare nello regno
e nello regno sta lo principato;
navigase so segno,
possede Roma e tutto lo senato,
e questo senatore—sí sana onne langore,
l’apostolo te puote esercitare.

Puote esercitare un cielo,
ché questo cielo sta molto celato;
ha perduto onne zelo
possede el trono e tutto el dominato,
e lo patriarcato,—che tanto su è menato,
in Israel sí vole militare.

Lo patriarca sí vol dimorare
entro ne l’arca degli suoi secriti,
ed in Israel sí vole regnare,
però en esso regno so fugiti,
loco si so uniti
ed han fugiti tutti gli altri regni:
quella è la terra che voglion redetare.

Terra de promission n’è promessa,
ch’en essa terra regnò l’om perfetto;
e tutti gli perfetti regna en essa
che per virtute posto ci on l’affetto;
privato lo ’ntelletto,—sguardando nell’aspetto,
en onne loco se posson transformare.

Formati senza forma,
mozze tutte le facce per amore,
però che son tornati en prima forma;
e questa è la cagione:—chi sta nel terzo stato
del novo Adam plasmato
non vol pensar peccato né operare.

XCIII
Pianto de la Madonna
de la passione del figliolo Iesú Cristo

Donna del paradiso,—lo tuo figliolo è preso,
Iesú Cristo beato.

Accurre, donna, e vide—che la gente l’allide!
credo che llo s’occide,—tanto l’on flagellato.