Molto me maraviglio—de questa vostra andata,
persona tanto altissima—metterse a desperata;
non ne se’ stata usata—de volere penare.
—Lo divino consiglio—sí ha deliberato
ch’io venga nel mondo—ad om ch’è desformato,
e facciace parentato,—ch’io l’ho preso ad amare.
—Que oporto t’ha l’omo—per cui vai fatiganno?
Ène da te fugito,—a te non torna danno;
déi pagar gran banno,—non lo può satisfare.
—Tutto lo debito c’hane—io sí lo pagheraggio,
ed enfra Dio e l’uomo—pace sí metteraggio,
e sí la firmaraggio—che non se deggia guastare.
—Como porrai far pace—fra Dio e l’om mondano,
ché l’omo vol esser Dio—e Dio vol l’om sottano?
E questo è tal trano—che nul om pò placare.
—S’io me faccio omo,—omo ha suo entendimento
ed, en quanto omo,—a Dio farò suiacemento;
farocce giognemento—ciascun suo consolare.
—Ecco che vien nel mondo,—como vorrai venire?
buon è che l’om lo saccia;—facciatelo bannire,
ché se possa sentire—como lo vol sanare.
—Io l’ho fatto bannire—ch’ogn’om venga a la scola;
la divina scienzia—ensegnar aggio gran gola;
e questa è la cagion sola—che l’om voglio amaestrare.
—En prima de la scola,—se ve piace, dicete;
ove verrá la gente—a l’albergo ch’avete:
bon è che glie narrete,—ché lo possa trovare.
—El nome del mio albergo—di’ che è umilitate;
omo che vol venire,—trovame en veritate;
e le spese dicete—che tutte le voglio fare.