—O peccatrice engrata,—retorna al tuo Signore,
non esser desperata—ca per te muor d’amore;
pensa nel suo dolore—co l’hai d’amor piagato.
—Io aggio tanto offeso,—forsa non m’arvorría;
aggiol morto e conquiso;—trista la vita mia!
Non saccio ove me sia,—sí m’ha d’amor legato.
—Non aver dubitanza—de la recezione;
non far piú demoranza,—non hai nulla cagione;
clame tua entenzione—con pianto amaricato.
—O Cristo pietoso,—ove te trovo, amore?
Non esser piú nascoso,—ché moio a gran dolore;
chi vide el mio Signore?—narrel chi l’ha trovato.
—O alma, noi el trovammo—su nella croce appiso;
morto lo ce lassamo—tutto battuto e alliso;
per te a morir s’è miso,—caro t’ha comparato!
—Ed io comenzo el corrotto—d’un acuto dolore:
amore, e chi t’ha morto?—se’ morto per mio amore;
o enebriato amore,—ov’hai Cristo empicato?
XLII
Como l’anima priega li angeli
che l’insegnino ad trovar iesú cristo.
—Ensegnatime Iesú Cristo,—ché lo voglio trovare;
ch’io l’aggio udito contare—ch’esso è de me ’namorato.
Prego che m’ensegnate—la mia ’namoranza,
faccio gran villanía—de far piú demoranza;
fatta n’ha lamentanza—de tanto che m’ha ’spettato.
—Se Iesú Cristo amoroso—tu volessi trovare,
per la val de vilanza—t’è oporto d’entrare;
noi lo potem narrare,—ché molti el ci on albergato.