—Mesere, ecco l’omo sí sozato
e de sí vilissima sozura,
s’egli en prima non fosse lavato,
non si porría soffrir la sua fetura;
or non se tarde ad esser medicato;
se tu nol fai, non è chi n’aggia cura;
da tutta gente sí è desperato
e semivivo sta en gran frantura.

—Uno bagno molto prezioso
aggio ordenato, al mio parire;
che non sia l’omo tanto salavoso
che piú che neve nol faccia parire:
lo battesmo santo glorioso,
che d’omne male fa l’omo guarire;
chi se ne lava, serane avetoso,
se non recade per lo suo fallire.—

Iustizia, odendo questo fatto:
—Mesere, io me voglio satisfare;
l’omo sí fará meco el contratto
che servo se deggia confessare;
pensosse esser Dio rompendo ’l patto,
voglio che se deggia umiliare;
che fede me prometta e sirá atto
ad omnia ch’io voglio comandare.

—Respondi, omo, e di’ ciò che te pare,
se voli fare la promissione.
—Meser, ed io prometto de servare,
renunzo al demone ed a sua magione;
fede te prometto conservare
en omne gente ed en omne stagione;
credo per fede poterme salvare
e senza fede aver dannazione.

—Meser, ecco l’uomo baptizato.
èglie oporto forza con mastría,
che contra lo Nemico sia armato
che possa stare en sua cavallaría;
ché lo Nemico è tanto esercitato,
vencerallo per forza o per falsía;
se da te non fosse confirmato,
’nestante sí pigliára mala via.

—Mesere, quando l’om fece fallanza,
sí me ferío molto duramente;
stoltamente pose sua speranza
ch’io non faría vendetta, al suo parvente;
voglio che conosca la fallanza,
e giammai non gli esca de mente,
segno porti en fronte en remembranza
quanto ’l peccato sí m’è dispiacente.

—Meser, volontiere ne porto segno
ch’io so reformato a tua figura;
vedendome signato, lo Malegno
non ma’ potèra con sua fortura.
—Ed io nella tua fronte croce segno
de crismate salute a tua valura;
confòrtate, combatte ch’io do regno
a quel ch’en mia schiera ben adura.—

La Misericordia è parlante:
—Meser, l’omo ha tanto degiunato,
che se de cibo non fusse sumante,
la debeleza l’ha giá consumato.
—Ed io li do lo mio corpo avenante,
el sangue ch’è uscito del mio lato,
pane e vino en sacramento stante
che da lo preite sará consecrato.—

Iustizia ce pete la sua parte:
—’Nante che l’omo se deggia cibare,
de caritate me fará le carte
ch’esso Dio sopr’omnia deggi amare,
el prossimo con Dio abbracciante
e sempre omne suo ben desiderare.
—Meser, ed io prometto de ciò farte
ch’io ne so tenuto e deggiol fare.—

La Misericordia non fina
ademandare la necessitate:
—Meser, se l’omo cadesse en ruina,
como faría de quell’infermitate?
—Ordenata gli ho la medicina:
la Penetenza, ch’è de tua amistate;
se mai lo repigliasse la malina,
recorra a lei: averá sanetate.