Li Doni de lo spirito—chiamano ad alta vuce:
—Vendeca nostra eniuria,—alta divina luce;
aguarda lo naufragio—che patem ’n esta fuce;
se tu non ne conduce,—perim ’n esta contrata.—

Fanno grande corrotto—l’alte Beatitute:
—Aguardace, Signore,—co sem morte e battute!
oi lasse noi dolente,—a que sem devenute!
peggio simo tenute—che vizia reprobata.—

Piangon le Relione—e fanno gran lamento:
—Aguardace, Signore,—a lo nostro tormento;
poi che Bontate è morta,—semo en destrugemento;
come la polve al vento—nostra vita è tornata.

Li Frutti de lo spirito—sí fanno gran romore:
—Vendica nostra eniuria,—alto, iusto Signore;
la curia romana,—c’ha fatto esto fallore,
corriamoci a furore,—tutta sia dissipata.

Fansi chiamar ecclesia—le membra d’Anticrisso!
aguardace, Signore,—non comportar piú quisso;
purgata questa ecclesia—e quel che ci è mal visso
sia en tal loco misso—che purge i soi peccata.

LII
Como Cristo se lamenta de la Chiesa romana

Iesú Cristo se lamenta—de la Chiesa romana,
che gli è engrata e villana—de l’amor che gli ha portato.

—Da poi ch’io presi carne—de la umana natura,
sostenni passione—con una morte dura;
desponsai la Ecclesia—fidelissima e pura,
puse en lei mia cura—d’un amore apicciato.

Gli mei pover discipoli—per lo mondo mandai,
de lo Spirito santo—lor coragio enflammai,
la fede mia santissima—per lor sí semenai,
molti segni mostrai—per l’universo stato.

Vedendo el mondo cieco—tanti segni mostrare,
a omini idioti—tanto saper parlare,
fuor presi d’amiranza,—credere e battizare,
essi quegl segni fare—onde será amirato.