Ond’è a torto, o scrittori, l’avete lasciata fuori del numero di dette arti liberali, conciossiachè questa, non che alle opere di natura, ma ad infinite attende, che la natura mai le creò.
II. — PERCHÈ LA PITTURA NON È CONNUMERATA NELLE SCIENZE?
Perchè gli scrittori non hanno avuto notizia della scienza della Pittura, non hanno possuto descriverne i gradi e parti di quella, e lei medesima non si dimostra col suo fine [l’opera artistica] nelle parole, essa è restata, mediante l’ignoranza, indietro alle predette scienze non mancando per questo di sua divinità.
E veramente non sanza cagione non l’hanno nobilitata, perchè per sè medesima si nobilita, sanza l’aiuto delle altrui lingue, non altrementi che si facciano l’eccellenti opere di natura. E se i pittori non hanno di lei descritto e ridottala in scienza, non è colpa della Pittura, e ella non è per questo meno nobile, poscia che pochi pittori fanno professione di lettere, perchè la lor vita non basta a intendere quella.
Per questo, avremo noi a dire, che le virtù dell’erbe, pietre, piante non sieno in essere, perchè li omini non le abbiano conosciute? — Certo no; ma diremo esse erbe restarsi in sè nobili, sanza lo aiuto delle lingue o lettere umane.
III. — LA PITTURA È SCIENZA UNIVERSALE.
Quella scienza è più utile, della quale il suo frutto è più comunicabile [universalmente inteso], e così, per contrario, è meno utile ch’è meno comunicabile.
La Pittura ha il suo fine comunicabile a tutte le generazioni dell’universo, perchè il suo fine è subbietto della virtù visiva, e non passa per l’orecchio al senso comune, col medesimo modo che vi passa per il vedere.
Dunque questa non ha bisogno d’interpreti di diverse lingue, come hanno le lettere, e sùbito ha saddisfatto all’umana spezie, non altrementi che si facciano le cose prodotte dalla natura. E non che alla spezie umana, ma agli altri animali: come si è manifestato in una pittura, imitata da uno padre di famiglia, alla quale facean carezze li piccioli figliuoli, che ancora erano nelle fasce, e similmente il cane e gatta della medesima casa, ch’era cosa meravigliosa a considerare tale spettacolo.