Dice l’avversario, che per farsi pratico e fare opere assai, ch’elli è meglio che ’l tempo primo dello studio sia messo in ritrarre vari componimenti, fatti per carte o muri per diversi maestri, e in quelli si fa pratica veloce e bono abito. Al quale si risponde, che questo abito sarebbe bono, essendo fatto sopra opere di boni componimenti e di studiosi maestri; e perchè questi tali maestri son sì rari, che pochi se ne trova, è più sicuro andare alle cose naturali, che a quelle d’esso naturale con gran peggioramento imitate, e fare triste abito, perchè chi può andare alla fonte non vada al vaso.

XVII. — DEL MODO DELLO IMPARARE BENE A COMPORRE INSIEME LE FIGURE NELLE STORIE.

Quando tu avrai imparato bene di Prospettiva, e avrai a mente tutte le membra e corpi delle cose, sia vago ispesse volte, nel tuo andarti a sollazzo, vedere e considerare i siti e li atti delli omini in nel parlare, in nel contendere o ridere o zuffare insieme, che atti fieno in loro, e che atti facciano i circostanti, i spartitori o veditori d’esse cose; e quelli notare con brievi segni, in questa forma, su un tuo picciolo libretto. Il quale tu debbi sempre portar con teco, e sia di carte tinte, acciò non l’abbi a scancellare, ma mutare di vecchio in un novo, chè queste non sono cose da essere scancellate, anzi con grande diligenza riserbate, perchè gli è tante le infinite forme e atti delle cose, che la memoria non è capace a ritenerle, onde queste ti serberai come tuoi autori e maestri.

XVIII. — DELLO STUDIARE IN SINO QUANDO TI DESTI O INNANZI T’ADDORMENTI NEL LETTO, ALLO SCURO.

Ho in me provato essere di non poca utilità, quando ti trovi allo scuro nel letto, andare co’ la imaginativa, ripetendo li liniamenti superfiziali delle forme per l’addietro studiate o altre cose notabili, da sottile speculazione comprese; ed è questo proprio un atto laudabile e utile a confermarsi le cose nella memoria.

XIX. — MODO D’AUMENTARE E DESTARE LO ’NGIEGNO A VARIE INVENZIONI.

Non resterò però di mettere infra questi precetti una nova invenzione di speculazione, la quale, benchè paia piccola e quasi degna di riso, non di meno è di grande utilità a destare lo ’ngegnio a varie invenzioni: e questo è, se tu riguarderai in alcuni muri imbrattati di varie macchie o pietre di varî misti [composte di diverse sostanze], se avrai a invencionare [inventare, ideare] qualche sito, potrai lì vedere similitudine di diversi paesi, ornati di montagne, fiumi, sassi, alberi, pianure, grandi valli e colli in diversi modi; ancora vi potrai vedere diverse battaglie e atti pronti di figure, strane arie di volti [fisonomie] e abiti e infinite cose, le quali tu potrai ridurre integra e bona forma. E interviene in simili muri e misti come del sôn di campane, che ne’ loro tocchi vi troverai ogni nome e vocabolo, che tu imaginerai.

Io ho già veduto nelli nuvoli e muri macchie, che mi hanno desto a belle invenzioni di varie cose, le quali macchie, ancora che integralmente fussino in sè private di perfezione di qualunque membro, non mancavano di perfezione nelli loro movimenti o altre azioni.

XX. — LA STANZA DEL PITTORE.

Le stanze overo abitazioni piccole ravvian lo ’ngegno, e le grandi lo sviano.