Andranno li omini, e non si moveranno; parleranno con chi non si trova; sentiranno chi non parla.
X. — ANCORA DEL SOGNARE.
Alli omini parrà vedere nel cielo nove ruine; parrà in quello levarsi a volo, e da quello fuggire con paura le fiamme, che di lui discendano; sentiran parlare li animali, di qualunque sorta, il linguaggio umano; scorreranno immediate colla lor persona in diverse parti del mondo, sanza moto; vedranno nelle tenebre grandissimi splendori. — Oh! maraviglia della umana spezie! Qual frenesia t’ha sì condotto? Parlerai cogli animali di qualunque spezie, e quelli con teco in linguaggio umano. Vedratti cadere di grandi alture, sanza tuo danno. I torrenti t’accompagneranno.
XI. — DELL’OMBRA CHE SI MOVE COLL’UOMO.
Vedrannosi forme e figure d’uomini e d’animali, che seguiranno essi animali o omini, dovunque fuggiranno: e tal fia il moto di lui qual è dell’altro, ma parrà cosa mirabile delle varie grandezze in che essi si trasmutano.
XII. — DELL’OMBRA CHE FA L’OMO DI NOTTE COL LUME.
Appariranno grandissime figure in forma umana, le quali quanto più le ti farai vicino, più diminuiranno la loro immensa magnitudine.
XIII. — DELL’OMBRA DEL SOLE E DELLO SPECCHIARSI NELL’ACQUA IN UN MEDESIMO TEMPO.
Vedrassi molte volte l’uno omo diventare tre, e tutti lo seguono: e spesso l’uno, il più certo, l’abbandona.