[149]. Se si confronta questa specie di abbozzo del Cenacolo con l’opera finita, si ritroveranno facilmente alcuni degli elementi della prima, seconda e terza figura descritte nella prima figura, alla destra di Cristo (Giovanni); nella prima (Giacomo maggiore) e nella quarta (Matteo), alla sua sinistra. L’artifizio del coltello; il gruppo dell’uomo che parla e di quello che ascolta; l’episodio della tazza rovesciata si ritrovano nell’atteggiamento della terza figura a destra del Salvatore (Pietro), in quello delle due ultime figure a sinistra (Taddeo e Simone), in quello di Giuda. L’uomo che posa le mani sulla tavola e guarda è colla maggiore evidenza l’apostolo Bartolomeo della pittura. La penultima figura a sinistra (Giacomo minore) conserva qualche caratteristica delle ultime linee del frammento.

[150]. Quale sia la fonte di questa e della seguente lettera mi è stato impossibile determinare, sebbene qualche punto richiami certe espressioni del Morgante maggiore di Luigi Pulci. Venezia 1488. Ancora più difficile sarebbe precisare lo scopo del contenuto di questa narrazione.

SOMMARII E RIFERIMENTI.

LE FAVOLE.

[Pag. 3.] L’irrequietezza. R. 1314. — La carta e l’inchiostro. R. 1322. — L’acqua. R. 1271. — [4.] La fiamma e la candela. C. A. 67 r. — [5.] Quelli che s’umiliano, sono esaltati. R. 1314. — [6.] Sul medesimo soggetto. C. A. 67 v. — La pietra. C. A. 172 v. — [7.] Il rasoio. C. A. 172 v. — [8.] Il giglio. H. 44 r. — Il noce. C. A. 76 r. — [9.] Il fico. C. A. 76 r. — La pianta e il palo. C. A. 76 r. — Il cedro e le altre piante. C. A. 76 r. — La vitalba. C. A. 76 r. — [10.] La cattiva compagnia trascina i buoni nella propria rovina. R. 1314. — Sul medesimo soggetto. R. 1314. — Il cedro. C. A. 76 r. — Il persico. C. A. 76 r. — [11.] L’olmo e il fico. C. A. 76 r. — Le piante e il pero. C. A. 76 r. — [12.] La rete. R. 1314. — Nasce rovina dal seguire il falso splendore. C. A. 67 r. — [13.] Il castagno e il fico. C. A. 67 r. — [14.] Il rovistico e il merlo. C. A. 67 r. — [15.] La noce e il campanile. C. A. 67 v. — [16.] Il salice e la zucca. C. A. 67 v. — [19.] L’aquila. C. A. 67 v. — Il ragno. C. A. 67 v. — Il granchio. R. 1314. — [20.] L’asino e il ghiaccio. C. A. 67 v. — La formica e il chicco di grano. C. A. 67 v. — L’ostrica, il ratto e la gatta. H. 51 v. — Il falcone e l’anitra. H. 44 v. — [21.] L’ostrica e il granchio. C. A. 67 v. — I tordi e la civetta. C. A. 67 v. — [22.] La scimmia e l’uccelletto. C. A. 67 v. — Il cane e la pulce. C. A. 119 r. — [23.] Il topo, la donnola e il gatto. C. A. 67 v. — Il ragno e il grappolo d’uva. R. 1314. — [24.] Sul medesimo soggetto. C. A. 67 v. — Traccia. H 44. v. — Il villano e la vite. H. 44 v. — [25.] Leggenda del vino e di Maometto. C. A. 67 r. — [26.] Traccia. R. 1281. — Le fiamme e la caldaia. C. A. 116 v. — [27.] Lo specchio e la regina. R. 1324.

LE ALLEGORIE.

[Pag. 31.] Amore di virtù. H. 5 r. — [32.] Invidia. — Allegrezza. — Tristezza. H. 5 v. — Pace. — [33.] Ira. H. 6 r. — Misericordia over gratitudine. — Avarizia. — [34.] Ingratitudine. H. 6 v. — Crudeltà. H. 7 r. — Liberalità. — Correzione. H. 7 v. — [35.] Lusinghe over soie. — Prudenza. — Pazzia. H. 8 r. — Giustizia. — [36.] Verità. H. 8 v. — Fedeltà over lialtà. — Falsità. H. 9 r. — [37.] Bugia. — Timore over viltà. H. 9 v. — Magnanimità. — Vanagloria. — [38.] Constanza. H. 10 r. — Inconstanza. — Temperanza. — Intemperanza. H. 10 v. — [39.] Umiltà. — Superbia. H. 11 r. — Astinenza. — Gola. — [40.] Castità. H. 11 v. — Lussuria. — Moderanza. — Aquila. H. 12 r. — [41.] Lumerpa, fama. H. 12 v. — Pellicano. — Salamandra. — [42.] Camaleon. H. 13 r. — Alepo pesce. — Struzzo. — Cigno. — Cicogna. H. 13 v. — [43.] Cicala. H. 14 r. — Basalisco. — L’aspido, sta per la virtù. H. 14 v. — Drago. — Vipera. — [44.] Scorpione. H. 15 r. — Cocodrillo, ipocresia. — Botta. H. 17 r. — [45.] Bruco, della virtù in generale. — Ragno. H. 17 v. — Leone. H. 16 r. — [46.] Taranta. — Duco o civetta H. 18 v. — Leofante. H. 19, 20 r. e v. — [48.] Il dragone. H. 20 v. — [49.] Serpente. — Boa. H. 21 r. — Macli pel sonno è giunta. — [50.] Bonaso noce colla fuga. H. 21 v. — Palpistrello. — [51.] Pernice. — Rondine. H. 14 r. — Ermellino. H. 48 v. — Leoni, pardi, pantere, tigri. H. 22 r. — Leonessa. H. 22 v. — [52.] Leone. — Pantere in Africa. H. 23 r. — Cammelli. H. 23 v. — [53.] Tigre. — Catopleas. H. 24 r. — [54.] Basilisco. — Donnola over bellola. — [55.] Ceraste. H. 24 v. — Amfesibene. — Iaculo. — Aspido. H. 25 r. — [56.] Icneumone. — Cocodrillo. H. 25 v. — [57.] Delfino. H. 26 r. — [58.] Hippotamo. — Iris. — Cervi. H. 26 v. — [59.] Luserte. — Rondine. — Bellola. — Cinghiale. H. 27 r. — Serpe. — Pantera. — [60.] Camaleonte. H. 27 v. — Corbo. — Magnanimità. — Gru. — Cardellino. H. 17 v. — [61.] Dell’antivedere. H. 98 r. — Per ben fare. H. 98 v. — Sul medesimo soggetto. H 99 r. — Del lino. G. 88 v. — [62.] Frammento. G. 89 r.

I PENSIERI.

PENSIERI SULLA SCIENZA.

[Pag. 65.] La teoria e la pratica. R. 110. — Dell’error di quelli, che usano la pratica sanza scienza. G. 8 r. — Paragone del pratico. C. A. 76 r. — [66.] Precedenza della teorica alla pratica. I. 130 r. — Sul medesimo soggetto. Lu. 405. — Consiglio al pittore. Lu. 750. — Sul medesimo soggetto. Lu. 54. — [67.] Sul fatto anatomico dello sviluppo grande del cranio nel fanciullo. Ash. I. 7 r. — Diversità della teorica dalla pratica. C. A. 93 v. — [68.] Sterilità delle scienze senza applicazione pratica. Lu. 9. — Sul medesimo soggetto. R. 1169. — Ricordi di Leonardo. F. 2 v. — [69.] La distribuzione dei suoi trattati. F. 23 r. — Valore intrinseco del sapere. C. A. 223 r. — Naturale istinto dell’uomo al sapere. C. A. 119 r. — [70.] Piacere, che nasce dalla contemplazione della natura. C. A. 91 v. — Leonardo contro gli sprezzatori delle sue opere. C. A. 119 r. — [71.] Contro gli sprezzatori della scienza. T. 41 v. — Riflessione sulla struttura del corpo umano. R. 1178. — [72.] Contro gli uomini, che mirano solo alla vita materiale. R. 1179. — I due campi della conoscenza. C. A. 365 v. — Il supremo bene è il sapere. T. 2 r. — [73.] Valore del sapere nella vita. C. A. 112 r. — Glorificazione della scienza. Lu. 65. — [74.] Come per tutti’ viaggi si po’ imparare. Ash. I. 31 v. — L’inerzia guasta la sottilità dell’ingegno. C. A. 284 v. — Lo studio senza voglia non dà alcun frutto. R. 1175. — Sul medesimo soggetto. Ash. I. 34 r. — [75.] Per giudicare l’opera propria bisogna riguardarla dopo lungo intervallo. C. A. 122 v. — Antiquitas sæculi iuventus mundi. M. 58 v. — Glorificazione della verità. V. U. 12 r. — [76.] Conseguenza delle opposizioni alla verità. C. A. 118 r. — Definizione della scienza. Lu. 1. — [78.] Valore delle regole date da Leonardo al pittore. C. A. 218 v. — [79.] Legge, che governa lo svolgimento storico della pittura e delle scienze. C. A. 141 r. — [80.] Contro il principio di autorità nella scienza. C. A. 119 r. — [81.] Il seguace della natura e il seguace della autorità degli scrittori. C. A. 117 r. — Superiorità degli scopritori del vero sui commentatori delle opere altrui. C. A. 117 r. — [82.] Contro gli umanisti. C. A. 119 r. — Reverenza di Leonardo per gli antichi inventori. F. 27 v. — [83.] Valore della autorità. C. A. 76 r. — Spontaneità della creazione artistica e scientifica. C. A. 76 r. — Studio dell’antichità. C. A. 147 r. — Necessità della esperienza e della matematica nelle scienze. Lu. 1. — [84.] La esperienza. R. 1150. — La sperienza non falla, ma sol fallano i nostri giudizi, promettendosi di lei cose, che non sono in sua potestà. C. A. 154 r. — [85.] Necessità della successione dell’effetto alla causa. C. A. 154 r. — La certezza delle matematiche. R. 1157. — Generale applicabilità della matematica. K. 49 r. — [86.] Delle scienze. G. 96. — Leonardo al lettore. R. 3. — Della meccanica. E. 8 r. — La meccanica e la esperienza. R. 1156. — Accordo fra l’esperienza e la ragione. C. A. 86 r. — [87.] La deduzione. R. 6. — Bisogna passare dal noto all’ignoto. E. 54 r. — La legge di natura domina i fatti. C. A. 147 v. — L’esperienza è il fondamento della scienza. H. 90 r. — [88.] Sul medesimo soggetto. A. 31 r. — Dalla investigazione degli effetti si scoprono le cause. E. 55 r. — Bisogna ripetere le esperienze e variare le circostanze. A. 47 r. — [89.] Esempio della precedente regola. M. 57 r. — Bisogna limitare la ragione alla esperienza, non estendere la ragione al di là della esperienza. I. 102 r. e v. — [90.] A coloro che affermano l’acqua trovarsi alla sommità dei monti, perchè il mare è più alto, che la terra. F. 72 v. — [91.] La prospettiva e la matematica. C. A. 200 r. — [92.] La cognizione ha origine dal senso. T. 20 v. — Conseguenza del predetto principio. R. 838. — [93.] La testimonianza del senso è il criterio del vero. Lu. 16. — [94.] Le vere scienze sono quelle che si fondano sulla testimonianza dei sensi. Lu. 33. — [96.] Inganno della mente abbandonata a sè stessa. Lu. 65. — Sul medesimo soggetto. C. A. 153 v. — Contro la metafisica. B. 4 v. — [97.] Superiorità degli animali sull’uomo. F. 96 v. — Dal dizionario di Leonardo. T. 12 r. — Superiorità della scienza della pittura sulla filosofia. Lu. 10. — Non si conosce l’essenza delle cose, ma i loro effetti. C. A. 79 r. — [98.] Come la massa dell’acqua, che circonda la terra, ha forma sferica. C. A. 75 v. — La divisibilità all’infinito è un’astrazione mentale. C. A. 119 r. — [99.] L’infinito non si può abbracciare colla ragione. C. A. 113 v. — Sul medesimo soggetto. H. 67 v. — La finalità delle cose trascende la mente umana. G. 47 r. — [100.] Gli antichi si sono proposti dei problemi insolubili. C. A. 119 r. — Limiti alla definizione dell’anima. R. 837. — [101.] Contro gli ingegni impazienti. R. 1210. — [103.] Della vita del pittore nel suo studio. Ash. I. 27 v. — [104.] Consigli al pittore. Ash. II. 1 r. — [105.] Altro consiglio. Lu. 58. — [106.] Consiglio. L. 53. — Vita del pittore filosofo ne’ paesi. C. A. 181 v. — [107.] Necessità della analisi. Ash. I. 28 r. — [108.] Carattere delle opere di Leonardo. R. 4. — [109.] Suo desiderio insaziabile di conoscere. R. 1339.